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TRA TABACCHI E CARBURANTI LA MANOVRINA COSTERA’ 50-60 EURO L’ANNO AGLI ITALIANI

Se possedete un’auto e fumate la prossima manovrina di primavera vi potrebbe costare circa 50-60 euro l’anno. Sulla carta è questo il peso dei prossimi rincari di carburanti e tabacchi. Il governo conta infatti di aumentare le accise per incamerare circa 1,5 miliardi Iva compresa: qualche centinaio di milioni dai tabacchi, il resto dai carburanti.

L’ipotesi di un aumento delle accise sui carburanti non è una novità e insiste nel penalizzare il settore petrolifero oltre che i consumatori.  Per recuperare il miliardo di euro di cui si parla in questi giorni, si tratterebbe di un ulteriore incremento di non meno di 3-4 centesimi euro/litro».

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Cifra destinata a superare anche la soglia dei 4 cent per litro nel caso, come sembra, gli aumenti partissero ad aprile e dunque venissero concentrati in appena 9 mesi. Con aumenti del genere, secondo stime di mercato, l’aggravio annuo sarebbe compreso tra i 26 euro delle vetture a benzina ed i 34 dei diesel.

Attualmente il peso fiscale sui carburanti oscilla tra il 62% del gasolio ed il 65% della benzina tant’è che le nostre tasse sono tra le più alte d’Europa. In media lo Stato incassa 38,8 miliardi di euro l’anno, di questi 17,9 arrivano dalle accise sul gasolio e 7,55 dalle benzine, oltre a 9,5 miliardi d Iva.

I calcoli sui tabacchi sono invece più complicati ma, l’aumento in questo caso potrebbe agitarsi sui 10-20 centesimi a pacchetto. Che moltiplicato per le 13 sigarette che in media fumano gli 11 milioni di fumatori italiani si traduce in un rincaro medio di 20/35 euro in più all’anno a persona.