Sport e Spettacolo

Crozza irrrompe sulla seconda serata del Festival. Si comincia con scambio di insulti con Conti. Poi le battute sul Paese che invecchia e non fa figli

“La donna è in stato interessante ma allo Stato non interessa la donna. Serve il Festival della procreazione”

Crozza passa alla glorificazione del duo di conduzione, la premiata ditta di “promessi sponsor” Carlo e Maria: “Avreste vinto anche col proporzionale, vedi tu che boom di ascolti. Ora chiamo io Mattarella”. Ed ecco il comico nei panni del presidente della Repubblica, a confermare: “Nomino premier voi due. Gentiloni lo faccio fuori. Si adatta. Se lo metto alla finestra, fa il vetro. Agli esteri Al Bano al posto di Alfano, cambio una consonante ma raddoppia la conoscenza dell’inglese”. Poi lo sketch cambia tono. Si parla di un Paese che invecchia, e dei bambini che non nascono più: “Tra vent’anni un italiano su due sarà over 65. Io oggi non sono a Sanremo perché domani ho analisi da fare. Pure Totti, però: nel nuovo stadio della Roma ha chiesto la panchina con alzata assistita, ha iniziato a giocare con Sivori, lo chiamano ancora Er Pupone”. E la staffilata a Conti che forse è molto più di una battuta: “ll prossimo Sanremo lo farà Bonolis”.

Le donne maltrattate dal Belpaese

Crozza insiste sulle famiglie che non fanno figli e la gente che invecchia senza ricambio generazionale: “Totti sforna figli, perché non ci riproduciamo tutti come lui?”. La risposta, nel Paese dei precari, dei voucher impazziti, delle pensioni sfasciate e delle lettere di licenziamento firmate in bianco contestualmente ai licenziamenti, la conosce anche troppo bene un sacco di gente. Ma Crozza non si arrende: “Italiani, appoggiate il telecomando, avvicinatevi al partner, via bigodini, ciabatte, tuta, e trombate. Avremmo così il Festival della procreazione italiana, con 300 nuove proposte, non 4. Un solo Big sul palco, Ron, che come il plutonio verrà assorbito entro 300 anni”. E anche nella seconda serata le risate si fanno a mascelle sempre più serrate. Quando si parla di un Paese che maltratta le donne, e andiamo oltre al solo problema del femminicidio: “In Italia ci sono più sushi bar che asili, gli asili costano più di un attico a Dubai. La notizia di una donna incinta assunta va in prima pagina come se Trump limonasse con un messicano. Se la donna è in stato interessante, lo Stato è disinteressato alla donna. Lo Stato è maschio. Le donne fanno figli, si laureano meglio di noi, lavorano più dei maschi, pagate meno, trovano più lavoro di noi. Noi maschi usciamo simpatici come la maionese nei mocassini. Ma Dio ha creato Adamo, poi la donna, sua versione migliorata”. E allora, in attesa che lo Stato diventi davvero interessante, “spegnete le luci e fate l’amore”.