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Salerno: «Crac Amato, nei guai anche Del Mese e Siciliotti

SALERNO – Assommano a circa 85 anni di carcere per ventisei imputati per il fallimento del pastificio Amato spa. E’ quanto richiesto, al termine della requisitoria,  dal pm Senatore.

E’ stato proprio il magistrato inquirente a sottolineare come, in gran parte, le responsabilità di quanto accaduto siano del cavaliere Giuseppe Amato oggi defunto. Le pene più pesanti per l’ex deputato Paolo Del Mese, otto anni, e per l’imprenditore di Pontecagnano Antonio Anastasio, sei anni.

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Due anni e 10 mesi anche per il presidente dell’Ordine nazionale dei Commercialisti, Claudio Siciliotti, consulente della famiglia Amato e organizzatore dello spin off che ha portato alla creazione della Amato Re, società che, come ha sottolineato il pm, era ritenuta consorella della Spa.  Quattro anni la richiesta per l’imprenditore nocerino Enrico Esposito della Esa Costruzioni. Richieste di condanna anche per Antonio Memma del Pastificio Garofalo, e per il collega siciliano Giovanni Giudice, quattro, invece, le richieste di assoluzione. L’accusa per tutti è di bancarotta fraudolenta per aver dissipato le casse societarie nonostante una situazione di criticità nei bilanci della Amato Spa e, quindi di aver creato una Real Estate come «ciambella di salvataggio», ripete più volte il pm per il Pastificio.