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Scafati. Violenta le figlie, una resta incinta. Condannato 50enne

Secondo le accuse il 50enne avrebbe usato violenza contro la figlia di 15 anni. e maltrattato i familiari. Inoltre, durante le fasi processuali, anche un altra sorella sembra essere vittima di violenza sessuale e che avrebbe concepito un figlio dal padre orco.

Torbida storia di violenza sessuale che è terminata nelle scorse ore con una condanna a sette anni e tre mesi di reclusione per un 50enne camionista scafatese, ma che rischia di aprire una seconda indagine.

La vicenda al centro del processo davanti al giudice di primo grado al tribunale di Nocera Inferiore è la violenza sessuale ai danni di una 15enne, all’epoca dei fatti. La famiglia della ragazzina viveva già in un contesto difficile, con un padre padrone, spesso ubriaco, che incuteva terrore. Dapprima le attenzioni del genitore verso la figlia, poi la costrizione ad assistere all’autoerotismo del padre e quindi i tentativi di farle subire rapporti sessuali. La ragazzina si sarebbe rivolta alla madre spaventata che non l’avrebbe creduta. La richiesta di aiuto era arrivata alla nonna che aveva interceduto nei confronti della figlia, moglie del presunto orco, e alla fine sarebbe scattata la denuncia ai carabinieri di Scafati contro il genitore violento. A carico dell’uomo non solo la contestazione per la violenza sessuale sulla figlia, ma anche per il clima di terrore e maltrattamenti nei quali faceva vivere i familiari. Per la violenza sessuale, il genitore, è stato condannato a sei anni e tre mesi di reclusione ai quali si aggiunge un altro anno per i maltrattamenti.

Ma al dramma non c’è stato fine. Durante il processo, infatti, una drammatica testimonianza: la vittima, oggi maggiorenne, non senza difficoltà e in un clima di forte commozione, ha rivelato che il padre aveva posto le sue attenzioni anche nei confronti della sorellina più piccola, tanto che si sarebbe stabilità una vera e propria relazione tra i due, se così si può dire, dalla quale sarebbe nato anche un bambino.

La sorella minore, stando al racconto, sarebbe stata addirittura inorgoglita delle attenzioni del padre che l’avrebbe preferita alla figlia più grande. Una reazione della bambina a testimonianza, qualora fosse provata, del grave stato di compromissione morale della famiglia scafatese con danni psicologici certamente irreparabili su entrambe le vittime e sugli altri familiari. Per ora su quest’ulteriore vicenda c’è sola la testimonianza della sorella più grande e si attende un riscontro che potrebbe eventualmente arrivare anche a breve