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Processo termovalorizzatore: De Luca aveva i poteri da commissario. la Cassazione lo assolve

De Luca ha agito utilizzando i poteri di commissario delegato e in tale funzione ha provveduto alla riorganizzazione del settore, dovendo garantire ogni forma di tutela agli interessi ella popolazione, raggiungendo il risultato per cui, l’incarico gli era stato affidato: provvedere alla localizzazione, progettazione realizzazione dell’impianto di termodistruzione, nonché degli impianti connessi al ciclo integrato dei rifiuti, alla raccolta differenziata nel Comune di Salerno. In questa veste De Luca si poteva avvalere delle deroghe». È questo il fulcro centrale delle motivazioni con le quali i giudici della Cassazione (presidente Giovanni Conforti, relatore Giorgio Fidelbo) hanno rigettato il ricorso proposto dalla procura di Salerno contro la sentenza di assoluzione della Corte d’Appello. E proprio nelle considerazioni, i giudici della Suprema Corte ci tengono anche a sottolineare un dato: «la sentenza impugnata ha già offerto motivate risposte».

In quindici pagine i magistrati romani smontano, punto per punto il ricorso della Procura di Salerno contro il quale si erano opposti anche i legai degli imputati:gli avvocati Paolo Carbone e Andrea Castaldo per Vincenzo De Luca; Arnaldo Franco per Alberto Di Lorenzo e Francesco Saverio Dambrosio per Domenico Barletta.
Sono gli stessi giudici a precisare, per rafforzare le proprie tesi, che «il provvedimento di nomina a commissario delegato faceva espressa menzione di tali poteri».