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SALERNO: madre salva il figlio dagli spacciatori clonando la sim del cellulare

Inizialmente era solo un sospetto ma, dopo aver clonato la scheda del cellulare del proprio figlio, è diventata realtà: il figlio faceva uso di droga e doveva dei soldi ad un pusher. Mossa da una forte apprensione e da un legittimo timore che il figlio avesse intrapreso una «brutta strada», una mamma salernitana ha trovato un alleato nella tecnologia: un marchingegno in grado di clonare le sim – card. E dunque, per qualche tempo ha spiato telefonate, messaggi e finanche WhatsApp e Telegram del figlio quattordicenne. Per far sì che il suo arguto piano abbia successo la donna deve riuscire ad avere per qualche ora tra le mani la sim – card del figlio, in modo tale da procedere con la clonazione. La fortuna vuole che un giorno il telefono cellulare del ragazzo si rompe e lei, all’istante, si offre di portalo in assistenza. Trascorrono un paio d’ore e il gioco è fatto: clonata la scheda e copiati, mediante una duplicazione, i dati su una sim secondaria, la mamma ha il pieno controllo di tutto il traffico voce, dati e sms che il giovanotto avrebbe generato da quel momento in poi.
Cominciano giorni di vero e proprio appostamento telefonico: quando il figlio riceve una chiamata o un messaggio, la mamma, pur non potendo ascoltare i contenuti delle telefonate, riesce, in tempo reale, a sapere con chi parla al telefono, con chi sta chattando su WhatsApp o su Telegram e con chi scambia sms. Questa attività di «intellingence» è durata all’incirca un mese. Trenta giorni di intercettazioni sono serviti alla donna per prendere coscienza che i propri timori non erano infondati. Tutt’altro: il figlio assumeva stupefacenti e, in più, aveva anche un debito con uno spacciatore.
In questo modo la mamma è venuta a capo di una situazione che, in casa, era diventata insopportabile.