Attualità

Pompei. Furbetti del cartellino pizzicati dalla Polizia: 27 indagati

E’ stata eseguita questa mattina, nei confronti di otto dipendenti del Comune di Pompei, un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata, che ha disposto la misura cautelare della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio.

A dare esecuzione al provvedimento – emesso dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata – gli agenti del commissariato di Pompei.

Destinatari della misura cautelare, i dipendenti: Barbato Roberto, sospeso per tre mesi, Iannuale Maria (due mesi), lovene Rita (due mesi), lzzo Giuseppe (un mese), Lanziere Isabella (tre mesi), Maio Dalila (tre mesi), Vangone Giuseppe (due mesi), Vollaro Luigi (due mesi).

Contestualmente è stato notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari, oltre che agli indagati raggiunti dalla misura interdittiva, anche ad altri 19 dipendenti comunali in ordine ai reati di truffa aggravata ai danni dello Stato e di falsa attestazione della presenza in servizio mediante modalità fraudolente.

Le indagini sono state avviate dagli agenti del commissariato di Pompei nel mese di aprile dell’anno 2015, a seguito di denunce relative ad episodi di assenza ingiustificata dal lavoro di alcuni dipendenti in servizio presso il Comune di Pompei.

Il monitoraggio di due dei sei apparecchi marca-tempo presenti negli uffici del Comune, i numerosi e continui servizi di pedinamento e osservazione hanno consentito verificare, oltre che il regolare svolgimento delle attività di servizio da parte di diversi dipendenti, anche l’esistenza di una non trascurabile casistica di timbratura irregolare dei badge, oltre che casi di assenza ingiustificata durante l’orario servizio.

In particolare, è stato accertato che alcuni dipendenti, dopo aver segnalato la propria presenza in servizio, si allontanavano, immediatamente o nel corso della giornata, dalla struttura per poi farvi rientro dopo qualche ora (o frazione di ora), talvolta perfino alla fine della giornata lavorativa, esclusivamente per segnalare l’uscita dal servizio.

Altri risultavano in servizio all’inizio della giornata lavorativa, benché le telecamere ne segnalassero l’arrivo circa mezz’ora dopo (o volte qualche ora dopo), grazie alla timbratura compiacente del collega di turno o, viceversa, risultavano in ufficio durante il periodo di rientro pomeridiano, sebbene avessero lasciato prima del termine del servizio la loro postazione.

La meticolosa attività di pedinamento, puntualmente documentata attraverso registrazioni video e fotografie, ha consentito di accertare che qualche indagato, nel periodo in cui aveva fatto figurare la sua presenza, era invece “impegnato” acquisti in esercizi commerciali della zona, al bar o in altre faccende private.

Acquisiti inoltre i documenti relativi alle retribuzioni percepite dagli indagati per le prestazioni in realtà mai rese.

Appurato, in sostanza, un diffuso e sistematico modus agenti dei dipendenti del Comune di Pompei i quali, con modalità diverse, si sono resi autori, durante il servizio, di condotte del tutto contraria ai doveri dei pubblici impiegati.