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MAIORI (SA): noto medico “eredita” due immobili di pregio da novantenne affetta da infermità psichica. Denunciato con notaio (dell’agro sarnese) infedele

Eclatante sviluppo, a Maiori, di una denuncia contro un medico locale. Li rende noti il Procuratore della Repubblica preso il Tribunale di Salerno: “In data odierna i militari del Nucleo di Polizia Tributaria e della Sezione di Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza presso la Procura della Repubblica di Salerno hanno sequestrato due immobili di valore ubicati nel Comune di Maiori intestati ad un noto medico abitante in quella località; il tutto in esecuzione del decreto di sequestro preventivo disposto in data 20 marzo 2017 dal Gip del Tribunale di Salerno che ha accolto la richiesta di questa Procura della Repubblica. Il destinatario del provvedimento cautelare reale è accusato di circonvenzione di incapace e di appropriazione indebita per essersi impossessato dei due immobili approfittando dello stato di infermità psichica di un’anziana signora (classe 1927), successivamente deceduta, all’epoca dei fatti incapace di intendere e di volere in quanto affetta da patologia neurologica. All’indagato era stato richiesto, dai parenti dell’anziana signora, di assistere la loro congiunta la quale, non avendo figli, viveva da sola a Maiori e non aveva altri parenti in grado di accudirla in loco. Il medico avvalendosi anche della complicità di altri, tra i quali un notaio dell’agro sarnese, era riuscito a farsi nominare dalla donna erede universale estromettendo dall’asse ereditario tutti gli altri eredi legittimi. Le indagini avviate in seguito alla denuncia sporta da una nipote della donna, hanno consentito di acquisire fonti di prova decisive e di ricostruire minuziosamente le condotte poste in essere dal sanitario finalizzate a circonvenire l’anziana donna e ad impossessarsi dell’intero patrimonio lasciato dalla stessa. In particolare, mediante l’acquisizione di dichiarazioni e documentazione, la Guardia di finanza ha accertato che la persona offesa, alla data in cui risultava essere stato rogato il testamento pubblico in favore del medico, era incapace di intendere e di volere. Una circostanza di grande rilievo era costituita dal fatto che due notai, richiesti in precedenza dal medico di redigere il testamento pubblico della donna in suo favore, si erano rifiutati di raccogliere le volontà testamentarie della stessa. Uno dei due suddetti notai, dopo aver visitato personalmente l’anziana signora al di lei domicilio, aveva rifiutato di rogare l’atto ritenendo che la donna non era in condizione di dettare le sue ultime volontà. Il notaio dell’agro sarnese, che ebbe a redigere il testamento pubblico, è accusato del delitto di falso in atto pubblico per aver rogato l’atto, il 16 luglio 2015, attestando falsamente di avere ricevuto le ultime volontà della donna la quale, come detto, all’epoca del fatto era incapace di intendere e di volere”.