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BELLIZZI: Un giovane scrive alla cittadinanza

Cari lettori de “La Voce”, mi chiamo Arturo Portofranco, ho 24 anni e sento l’esigenza di scrivere questa lettera ai miei concittadini. Credo faccia male a tutti vedere Bellizzi spegnersi giorno dopo giorno e fa ancora più male constatare l’immobilismo di una cittadinanza ormai rassegnata e sfiduciata.

Se andiamo a fare una statistica sul nostro territorio vediamo che tantissimi cittadini fanno grande fatica a mettere il piatto a tavola, disoccupazione in aumento (tranne ovviamente per i soliti amichetti), giovani costretti ad emigrare perché questo territorio non offre nulla.

Sono queste le risposte che la politica dovrebbe iniziare a dare! E invece, in quasi tre anni di amministrazione non hanno dato un solo sussidio economico, centro polifunzionale per minori e croce rossa chiusi, promesse di lavoro non mantenute. Evidentemente per loro “Gli ultimi saranno…  gli ultimi”.

Insomma, politiche sociali completamente assenti! Ma non è colpa del sindaco Volpe e nemmeno del delegato alle politiche sociali Bruno Dell’angelo e lo sapete perché? Perché la colpa è della popolazione.

Chi non protesta, chi non si ribella, è complice di un sistema marcio e che non funziona, che non tutela i cittadini, anzi li abbandona a sé stessi.

Doveva essere una nuova primavera e invece è la solita e vecchia storia!

Questo è l’appello che faccio a tutti voi: <<Non abbiate paura>>, come diceva anche papa Woitjla. Ribelliamoci, combattiamo per una Bellizzi migliore, più vivibile, più democratica. Se non volete farlo per voi, fatelo almeno per le generazioni future, affinchè possano crescere in una città che dia opportunità e non che li costringa a cercare fortuna altrove.