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SALERNO: lacrime e commozione alla sepoltura di Austin il piccolo nigeriano di tre anni

Austin è stato sepolto al “Campo Fiordaliso”, poco distante dal monumento che ricorda i Caduti di guerra.

Fiori bianchi e cuscini. Silenzio assordante e una piccola bara bianca scortata da quattro pattuglie di vigili urbani. Si sono appena svolte al cimitero di Salerno, le esequie del piccolo nigeriano morto in mare.
Dietro la bara bianca, i genitori del piccolo, in lacrime per una perdita ancora non accettata e che non accetteranno mai.

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Ma la famiglia nigeriana non era sola, a dare l’ultimo saluto al piccolo: c’erano volontari della Protezione Civile, alcune associazioni che accolgono migranti, il sindaco di Salerno, il Prefetto, assessori e consiglieri comunali e Don Antonio De Luca, Vescovo di Teggiano che insieme a Don Marco Russo della Caritas hanno celebrato l’esequie.

Di cittadini salernitani, pochi. Di fiori e pupazzi colorati, invece, ce ne sono stati tanti. Gesti spinti dal cuore dei ragazzi, stranieri e italiani, che hanno deciso di salutare oggi Austin.

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Non è ancora ben chiaro quando e come il suo cuore abbia smesso di battere. Del piccolo, sappiamo solo che si chiamava Austin Ogbonmwan, era nato a Benin City, in Nigeria, il 16 novembre del 2016. Il suo corpo è arrivato a Salerno a bordo della nave norvegese Siem Pilot, ed ha toccato terra già all’interno di una bara bianca.

“Ci dobbiamo interrogare tutti e mettere in atto azioni di civiltà verso chi ne ha più bisogno” Ha commentato il Vescovo di Teggiano. Il corpo di Austin è stato sepolto al Campo Fiordaliso, poco distante dal monumento che ricorda i Caduti di guerra.

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Il primo cittadino di Salerno, Vincenzo Napoli, già visibilmente scosso nei giorni scorsi, non ha voluto esporsi durante le esequie, vivendo quel momento, come l’ultimo per una madre e un padre.

“Siamo tristi ma allo stesso tempo ricordiamo che da quella nave sono nati 4 bimbi – dichiara il Prefetto di Salerno in lacrime –  Le strutture sono piene e dobbiamo riuscire a fare un salto di qualità, c’è bisogno, ora più che mai, che tutti i sindaci siano solidali”.