Politica

ELEZIONI POLITICHE DEL 2018 (??). A Salerno è corsa al posto in lista. La lotta nei sei collegi

La modifica della legge elettorale riscrive alleanze territoriali e influenze Dalla provincia Nord al Cilento si fa dura la vita degli aspiranti parlamentari.

Salerno e provincia faranno parte della circoscrizione Campania 2 e avranno sei collegi: 9, 10, 11, 12, 13 e 14.
Il collegio 9 comprende Angri, Corbara, Nocera Inferiore, Pagani, San Marzano, San Valentino, Sant’Egidio e Scafati. Il 10, invece, tutti i Comuni della Costiera amalfitana, più Castel S. Giorgio, Cava, Nocera Superiore, Roccapiemonte e Sarno. Salerno è inserita nel collegio 11 assieme a Baronissi, Bracigliano, Calvanico, Castiglione, Fisciano, Giffoni Sei Casali, San Severino, Pellezzano, San Cipriano e San Mango.

Nel 12 ci sono Acerno, Battipaglia, Bellizzi, Eboli, Giffoni Valle Piana, Montecorvino Pugliano e Rovella, Olevano Sul Tusciano e Pontecagnano Faiano. I collegi più numerosi, da un punto di vista numerico, sono il 13 (Agropoli, la Valle del Calore, gli Alburni e parte del Vallo del Diano) e il 14 (Cilento interno e costiero, da Castellabate a Sapri, e la restante parte del Vallo del Diano).
La riforma e il voto. Sono previsti listini bloccati, di 2-4 nomi, in ciascuna circoscrizione, e un candidato in ogni collegio. Gli elettori potranno esprimere un solo voto, che andrà sia al candidato del collegio che alla lista di partito collegata. Il conteggio dei seggi viene fatto su base nazionale, in considerazione dei voti ottenuti. E, in base alla percentuale, si stabilisce prima quanti seggi spettano a ciascun partito a livello nazionale e poi a livello circoscrizionale, dove i partiti fanno una classifica dei propri candidati secondo il seguente criterio: primo il capolista del listino bloccato, poi i candidati che hanno vinto nei rispettivi collegi sulla base del maggior numero di suffragi. Quindi seguono gli altri candidati del listino bloccato e infine i candidati che nei collegi non hanno vinto. Da questa graduatoria si estraggono in ordine gli eletti di ciascun partito. Un candidato si può presentare in un collegio uninominale e in tre listini bloccati. Ci sono anche le quote rosa: i listini bloccati devono avere un alternanza di genere, mentre a livello nazionale i candidati nei collegi uninominali di ciascun partito non possono essere più del 60%.
La corsa al posto. Sulla base di questi presupposti sono già cominciate le grandi manovre a Salerno. Nel 2013 furono 15 i salernitani che entrano in parlamento: i senatori Giuseppe Esposito, Enzo Fasano, ed Eva Longo, tutti eletti nel Pdl, Angelica Saggese (Pd) e Andrea Cioffi (M5S); i deputati Mara Carfagna (Pdl), Fulvio Bonavitacola, Sabrina Capozzolo, Simone Valiante e Tino Iannuzzi (Pd), Michele Ragosta (Sel), Edmondo Cirielli (Fdi) Angelo Tofalo, Silvia Giordano e Girolamo Pisano (M5S). Il Pd, ad esclusione di Bonavitacola, che è vice presidente della Regione, dovrebbe confermare tutti gli uscenti, che possono essere “collocati” secondo la loro appartenenza territoriale. Un posto, comunque, sembra essere già prenotato a vantaggio di Piero De Luca che, molto presumibilmente, sarà il capolista del listino bloccato nel collegio 11. In Forza Italia c’è l’incognita Carfagna e, soprattutto, delle decisioni che saranno prese a Roma. Tra i forzisti salernitani aspirano ad un posto al sole Gaetano Amatruda e Lello Ciccone, oltre all’uscente Fasano. I cinquestelle probabilmente ricorreranno, anche stavolta, alle “parlamentarie” online per scegliere i candidati. Appare certa, invece, in FdI la candidatura di Cirielli e pure quella del coordinatore regionale, Antonio Iannone. E un posto in lista sembra sicuro anche per Ragosta, uno dei leader di Articolo uno che potrebbe schierare anche il coordinatore provinciale Federico Conte. Pure la Longo non dovrebbe avere nessun problema coi moderati, che puntano pure su Guido Milanese.