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BELLIZZI: marochino fu accusato di stupro. Assolto dai giudici

Il giovane marocchino finì in cella dopo la denuncia di una ragazza di nazionalità ucraina.

BELLIZZI. Non sequestrò e violentò l’amica dell’Est: assolto. Ci sono voluti sei anni ad un giovane marocchino, Brahim Sadiki, 33 anni, di Battipaglia, per vedere riconosciuta la sua innocenza. La sentenza è stata emessa dai giudici della Terza Sezione penale di Salerno. A trascinarlo in tribunale è stata una ragazza ucraina che, all’epoca dei fatti, era appena ventenne. Per le gravi accuse, rilevatesi poi infondate, Sadiki ha trascorso un periodo in carcere e poi ai domiciliari.
A far scattare l’inchiesta fu la ragazza che lo denunciò ai carabinieri di Battipaglia. Siamo alla fine di maggio di due anni fa. La giovane raccontò ai militari che il marocchino le aveva preso il passaporto e pretendeva la somma di 500 euro. Denaro che non aveva e si fece prestare da un’amica (200 euro) che consegnò al nordafricano. La giovane riferì di esser rimasta una notte intera e parte del giorno chiusa nell’abitazione di Sadiki, fin quando non arrivarono i soldi dell’amica.
Il marocchino rispondeva anche di minaccia e violenza sessuale. Per l’accusa, l’anno prima della vicenda del passaporto, aveva costretto, a più riprese, la ragazza ucraina a seguirlo presso la sua abitazione dove, percuotendola e minacciandola, la costringeva a subire rapporti sessuali completi. Al marocchino era contestato anche lo stalking: avrebbe seguito e molestato la ucraina, offendendola con i peggiori epiteti quando – secondo la denuncia – la presunta vittima non si concedeva per i suoi bisogni sessuali.
Gli episodi contestati sarebbero avvenuti tra Bellizzi e Belvedere di Battipaglia. Nel corso del dibattimento, l’avvocato Gerardo Cembalo, che sosteneva la difesa di Sadiki, è riuscito a dimostrare che gli episodi descritti dalla ventenne non corrispondevano alla realtà dei fatti.