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Terremoto, lo Stato non paga. “Albergatori al verde per aver aiutato gli sfollati”

Ristoranti e hotel che ospitano migliaia di sfollati e soccorritori ora rischiano la bancarotta.

C’E’ chi è stato pagato a dicembre e mai più. Era inverno, ormai siamo in estate. Il terremoto infinito del centro Italia si lascia dietro tanti strascichi. Anche quello di alberghi, campeggi e ristoranti in ostaggio, tra montagne di carte e attese dei rimborsi. Cucinano per le squadre di soccorso, ospitano gli sfollati. Hanno detto sì per generosità (e necessità). Gente tenace e perbene. Non c’è rabbia nelle parole, piuttosto ansia per il presente e il futuro delle aziende. Schiacciate anche da una pesantissima burocrazia. Emiliano Pigliapoco, presidente degli albergatori Marche, ricorda i passaggi per ottenere i rimborsi, fanno venire il mal di testa. Eccoli: «Ad ogni mail della Protezione civile, con l’indicazione dei nuovi sfollati da alloggiare, bisogna andare nel sito dei Comuni per verificare se queste persone hanno diritto all’alloggio, insomma se la loro casa è inagibile. A fine mese dobbiamo mandare la fattura alla Regione che la rimanda al Comune per una seconda verifica. Il Comune la rispedisce in Regione che poi paga. Perché spetta a noi il controllo? Mistero».

LA CONVENZIONE prevede 40 euro lordi a persona al giorno in pensione completa, detratta l’Iva restano poco più di 36 netti. «Con quel che si prende non riusciamo certo ad avere degli utili», la chiosa del presidente. Se gli chiedi cosa deve cambiare, non ha dubbi: «La burocrazia, questo è un aspetto determinante. Penso a Camerino: in centro c’è un albergo che non ha lesioni. Però è in zona rossa e non può ospitare nessuno. Così si rallenta tutto». Altri traslochi dolorosi in arrivo. A fine giugno «si dovranno spostare sei-settecento sfollati» dagli hotel, arrivano i turisti. Ci sono state polemiche roventi, Pigliapoco però frena: «Siamo riusciti a trovare la disponibilità di altri posti. Capisco che è un problema ma non siamo colpevoli noi albergatori. Qui c’è qualcuno che avrebbe dovuto muoversi più alla svelta». Al campeggio Quattro stagioni di Sarnano, nel cratere del sisma, sui Sibillini, con i rimborsi sono fermi a dicembre. «Noi ospitiamo poche famiglie di sfollati – è rassegnato Massimo De Carolis, uno dei titolari –. Ora cominciamo a vedere qualche olandese. Confidiamo nel dio sole. Quando ci pagheranno? Nessuna previsione, questa è la nostra Italia. Siamo un popolo di poeti. Sempre più arrabbiati».