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Omicidio stradale, sos della polizia. “Più morti, colpa degli smartphone”

FATTA la legge, scoperto che ancora non basta. Secondo i dati della polizia e dei carabinieri, nel primo semestre del 2017 gli incidenti stradali con esito mortale sono aumentati del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2016 (da 695 a 727). E se il discorso si allarga partendo dal 25 marzo 2016, data di entrata in vigore delle nuove norme che puniscono l’omicidio stradale, fino al 4 giugno scorso la sola polstrada (che in questi giorni festeggia i 70 anni dalla fondazione) ha rilevato 843 incidenti mortali e 26.812 con lesioni agli automobilisti e ai pedoni coinvolti.
Il prefetto Franco Gabrielli ha invitato a «non aspettarsi soluzioni miracolistiche dalla legge». Che, ha spiegato, «non va giudicata solo dai numeri, ma dalla sua valenza culturale e di civiltà». Il capo della polizia si dice «preoccupato per la crescita delle vittime sulle strade (passate da 745 a 800 nei primi sei mesi del 2017: più 7,4%, ndr), temiamo che si stia riprendendo il trend del 2015, che fu un anno nero, e rischiamo di chiudere l’anno con 100 morti in più, ai quali vanno aggiunti quelli delle polizie locali». E conclude: «La distrazione ha un’incidenza negli schianti non più tollerabile, dovuta spesso a quella jattura degli smartphone, che da un lato sono strumenti eccezionali perché ci connettono al mondo, ma allo stesso tempo è importante essere connessi al mezzo che conduciamo».

QUESTI i comportamenti «letali» che ricorrono più di frequente: guida contromanosorpasso della linea continua, eccesso di velocità e inversione di marcia. E in 456 casi, più di uno al giorno, il reato contestato è proprio quello introdotto nel Codice l’anno scorso, con un indice dell’85% (388 casi) per l’ipotesi-base punita con la condanna da 2 a 7 anni di reclusione. È sempre la polstrada a segnalare che che per omicidio stradale sono stati eseguiti 25 arresti in flagranza e 410 denunce a piede libero; per lesioni un arresto in flagranza e 76 denunce; per lesioni gravi 2 arresti e 690 denunce.
Ed ecco i risultati: sono stati controllati con alcoltest 38.936 conducenti, dei quali 2.088 risultati positivi anche alla verifica con etilometro, con un tasso alcolemico superiore a 0,5 g/l. Quelli successivamente sottoposti a esame comportamentale e al test di screening sulla saliva, per verificare la presenza di droghe, sono stati 2.753, dei quali 675 risultati positivi ad almeno una sostanza stupefacente. Il sindacato di polizia Silp-Cgil sostiene che «la crescita del numero di vittime conferma che la sola repressione non serve e il reato di omicidio stradale da solo non è sufficiente».