Attualità

Rifiuti a Salerno, strade invase e c’è chi svuota i cassonetti in mare

Colmo di immondizia il tratto antistante il lungomare Trieste

Salerno è sempre più sporca. Soprattutto per colpa dell’inciviltà degli stessi salernitani. L’ultimo episodio, in ordine cronologico, la dice lunga sul grado di assenza di rispetto per il territorio: ieri mattina, infatti, diverse persone che si sono trovate a passeggiare di buon ora sul lungomare, hanno sollecitato gli agenti della polizia municipale e i dipendenti dell’Igiene urbana, perché in mare, nello specchio d’acqua antistante il bar Nettuno, sul lungomare Trieste, era stato gettato un cassonetto di un’attività commerciale, ricolmo di immondizia. E così, oltre al bidone di plastica, in acqua galleggiavano lattine, bottiglie e residui alimentari, offrendo uno spettacolo assolutamente indecoroso. Ma non si è trattato di un caso isolato, figlio, presumibilmente, di una notte brava. Anche i vicoli del centro storico sono tornati ad essere discariche a cielo aperto, con cumuli di spazzatura depositata agli angoli dei marciapiedi, tra via dei Canali, vicolo dell’Angelo, porta Rateprandi, vicolo della Neve. E a nulla sembra essere servita la scelta dell’amministrazione di intensificare i controlli per stanare chi si ostina a non rispettare le regole della raccolta differenziata. Della sporcizia delle strade, in particolare del centro storico, si sono lamentati anche diversi turisti, in particolare stranieri, che in questi giorni stanno affollando i bed and breakfast del cuore antico della città. Perché pure le strade che conducono al Duomo o al Giardino della Minerva non brillano per pulizia, per non parlare dei sentieri che portano dal centro storico alto fino al castello di Arechi, dove, accanto all’immondizia, è possibile trovare un tappeto di siringhe, che da via Trotula arriva fino alle vecchie carceri maschili e ancora oltre. Il problema, però, non sembra riguardare solo il centro, ma anche la zona orientale. Segnalazioni analoghe sono arrivate anche dalle frazioni alte: in particolare da Giovi, dove sono state avvistate diverse microdiscariche.