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SALERNO: chiude la mensa dei poveri per mancanza di cibarie

Gli appelli a cittadini e istituzioni sono caduti nel vuoto. Oggi saranno serviti gli ultimi 200 pasti, si riparte il 21 agosto.

Oggi, dopo aver servito oltre duecento pasti ad altrettante persone senzatetto o in gravissime difficoltà economiche, la mensa dei poveri San Francesco, chiuderà i battenti per riaprire il 21 agosto. L’esercito dei bisognosi che, ogni giorno, bussava alle porte di via D’Avossa, una traversa di via Carmine, dovrà dunque arrangiarsi, perché anche la struttura gestita da Mario Conte, l’unica ancora aperta in città, non è più nelle condizioni di poter lavorare.
«Ho fatto decine di appelli alle istituzioni e ai cittadini, ma ci hanno lasciato a secco – dice amareggiato Conte – Abbiamo dato fondo a tutte le riserve e ci siamo ritrovati con il frigorifero e quattro congelatori completamente vuoti. Per garantire l’ultimo pasto di domani (oggi per chi legge, ndr) sono stato costretto a fare la questua tra gli amici, altrimenti avremmo dovuto chiudere anche prima». Anche la solidarietà va in vacanza? Evidentemente sì, perché, ribadisce Conte, «hanno fatto tutti orecchie da mercante». I volontari del centro hanno diritto alle ferie, il caldo torrido ha reso impossibile lavorare nei locali della cucina dove, in assenza di condizionatori, le temperature hanno raggiunto i quaranta gradi, il numero degli ospiti è cresciuto notevolmente nell’ultimo mese, perché le altre mense cittadine come Casa Nazareth hanno abbassato le saracinesche già a luglio, «e in assenza di generi alimentari, ci siamo visti costretti a chiudere anche noi», spiega Conte, che invita i salernitani a contattarlo affinché la struttura, con la riapertura del 21 agosto, sia nelle condizioni di poter sfamare tantissime persone, tra cui quattordici famiglie salernitane.
«Si tratta di gente che non era indigente, ma che lo è diventata dopo aver perso il lavoro – racconta – In genere vengono da noi prima dell’apertura, tra le otto e le dieci del mattino, e noi forniamo loro il pranzo da asporto, perché molti vivono con imbarazzo questa condizione». Gli unici a non andare in vacanza, saranno i circa trenta volontari che fanno capo all’associazione salernitana Venite Libenter, nata da una costola del gruppo degli ex allievi del liceo classico Tasso. Capeggiati da Rossano Daniele Braca, e con l’ausilio delle parrocchie di San Demetrio, Immacolata, Santa Croce e Sant’Agostino, garantiranno, ogni domenica sera, ottanta pasti e circa la metà, ogni lunedì sera, compreso il 14, alla vigilia di un ferragosto che, per moltissime persone che vivono nel disagio, sarà all’insegna della solitudine. «La nostra fortuna è quella di aver intercettato parroci e fedeli straordinari. Ogni domenica, i nostri volontari e le persone che gravitano intorno alle parrocchie, si mettono a casa, ai fornelli, per preparare la cena per una ottantina di bisognosi.

La distribuzione dei pasti avviene presso la chiesa di San Demetrio, in via Dalmazia, ma a turno, ogni settimana, sono tutti impegnati», racconta Braca.
Il lunedì sera, invece, gli attivisti dell’associazione si mettono in macchina, alla ricerca dei senzatetto, a cui forniscono una pietanza e una bevanda, oltre a indumenti puliti. «Abbiamo fatto uno sforzo per continuare a tenere aperta la nostra Banca degli abiti, presso la chiesa della Madonna della Medaglia miracolosa. Ogni mercoledì e giovedì siamo lì per accogliere le donazioni dei salernitani, che ci hanno sempre confermato la loro generosità, anche se con il caldo di questi giorni, è diventato complicato, perché per garantire degli standard igienico-sanitario, è indispensabile riuscire a fornire a chi dorme in strada almeno una cambiata al giorno».

Ma nonostante l’impegno dei volontari, la situazione è critica e rischia di scoppiare: «La maggior parte delle mense e dei dormitori sono chiusi. I clochard non sono esposti a rischio solo con le ondate di gelo, ma anche con quelle di caldo torrido», ricorda il presidente dell’associazione, che negli ultimi tempi è riuscito a salvare due senzatetto: uno straniero che ha accusato gravi problemi di insufficienza cardiaca e che rifiutava di andare in ambulanza in ospedale, e una donna che è stata travolta da un pirata della strada in via Torrione e che ora continua a vivere accampata tra i cartoni, nonostante il gesso.