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SALERNO: festa di San Matteo, l’appello dei portatori: “Ridateci i fuochi e la nostra tradizione”

Lo chiede l’esponente delle paranze Angelo De Angelis al Comune.

Stop diatribe Curia-Comune. La città ha diritto alla “sua” festa. E a celebrarla come la tradizione comanda. Con tanto di spettacolo pirotecnico, possibilmente senza colpi di scena dell’ultimo minuto. A una settimana dall’Alzata del panno, che segna, come di consueto, l’inizio dell’omaggio al Santo Patrono, Angelo De Angelis, sindacalista della Cgil, nonché esponente della paranze di San Matteo, lancia un appello all’Amministrazione comunale, affinché, dopo quasi quattro anni di polemiche al vetriolo, sfide, faide e colpi bassi, i festeggiamenti in onore di San Matteo possano tornare ad essere sereni, partecipati e condivisi. A partire dai fuochi a mare, una tradizione a cui i salernitani tengono moltissimo, ma che da qualche anno viene immotivatamente negata.
«Ad oggi non c’è nessuna delibera dell’amministrazione comunale relativa al programma civile delle celebrazioni. Un dato anomalo – commenta – visto che negli anni passati già a luglio si procedeva in maniera diversa. Temiamo che, anche questa volta, non ci sia la volontà di assicurare lo spettacolo pirotecnico: considerato che per un importo di circa 20mila euro occorre procedere con una gara d’appalto, rischiamo di non farcela con i tempi». Ma il problema, non è burocratico. Da tempo Palazzo di Città ha scelto di rinunciare allo spettacolo pirotecnico, ufficialmente per motivi di “sobrietà” e di budget, anche se la decisione è coincisa con i divieti dell’arcivescovo Luigi Moretti ed in particolare con la cancellazione della tappa dell’ingresso della statua del patrono nell’atrio di Palazzo di Città. Da quel momento in poi, è stata una faida mai monotona, condita da decine di colpi di scena. L’ultimo lo scorso anno, quando proprio i portatori pensarono di poter aggirare l’ostacolo organizzando una colletta per garantire i fuochi a mare e non deludere le aspettative dei fedeli.
Ma a 24 ore di distanza dalla pubblicazione delle locandine che pubblicizzavano l’evento, si diffuse la notizia del divieto dell’Autorità portuale. Il presidente Andrea Annunziata negò, in extremis, il permesso di utilizzare l’area del porto turistico per motivi di sicurezza. La motivazione era contenuta in poche righe: «Come peraltro sottolineato anche dal Comune di Salerno, in occasione della festa del Santo Patrono, l’intera area portuale è luogo di tradizionale passeggio e intrattenimento dei salernitani e dei numerosi turisti che arrivano in città; inoltre, da tradizione, i circoli nautici organizzano eventi che richiamano numerose persone». Dunque, «non sussistono le condizioni per lo svolgimento della manifestazione pirotecnica». Una batosta durissima per i portatori che si erano costituiti in associazione, chiedendo aiuto ai commercianti per poter regalare ai salernitani una festa del tutto autofinanziata, vista la ferma volontà del Comune di non voler sovvenzionare l’evento.
Quest’anno, però, non vogliono farsi trovare impreparati: «L’Amministrazione investe, a mio avviso giustamente, fior di quattrini per finanziare una manifestazione come Luci d’artista, che richiama in città migliaia di visitatori – incalza De Angelis – Non si capisce perché per la festa patronale non si possa recuperare un budget, anche minimo. Si tratta di tradizioni a cui i salernitani tengono moltissimo. Non è giusto chiedere pazienza nel clou delle installazioni luminose, quando i residenti del centro storico sono tenuti in ostaggio, e poi porre ostacoli su un appuntamento che è particolarmente sentito. Bisogna capire che è la festa dei salernitani e che eventuali faide tra poteri non hanno nulla a che vedere con un momento di gioia, fondamentale per sentire l’identità collettiva di questa città». E se pure ci dovessero essere problemi di budget, i portatori e moltissimi esercenti, sono pronti a scendere in campo da soli, con le proprie forze, sperando di non essere ostacolati ancora una volta. «Noi non molliamo la presa. Siamo fermamente intenzionati a rispettare le opinioni di tutti, non giudichiamo nessuno, ma ci auguriamo che quest’anno prevalga la responsabilità nei confronti della comunità».