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Terremoto Ischia, Ciro e quel dialogo col pompiere fiorentino che strappa sorrisi

Conversazione multidialettale nei momenti concitati dei soccorsi.

Commuove e fa sorridere. Suo malgrado è lui l’eroe del terremoto di IschiaCiro, 11 anni, è il più grande dei fratelli salvati dalle macerie di Casamicciola, e l’ultimo ad essere estratto vivo. Prima ha messo in salvo il piccolo Pasquale, 7 mesi, poi ha fatto coraggio a Mattias, 7 anni. Sotto la sua casa franata ha avuto paura, ma alla fine ha resistito. Ciro deve avere una gran tempra. Un carattere, tutto partenopeo, che viene fuori dai dialoghi con i vigili del fuoco, nei concitati momenti delle operazioni di soccorso.

Ciro: “Il mio primo pensiero è stato Dio”

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“Mi vuoi bene?”, chiede Ciro al soccorritore che cerca di tranquillizzarlo quando ancora è sepolto sotto la frana. Ed è una conversazione multidialettale quella tra il bambino e i vigili del fuoco che lo stanno salvando. Uno spaccato d’Italia che fa bene al cuore e strappa anche un sorriso dopo il dramma.

Ciro parla con marcato accento napoletano mentre chiede ai pompieri di far presto, un vigile del fuoco toscano lo invita alla calma con intercalare fiorentino. Lui non capisce e chiede chiarimenti. Interviene allora un secondo soccorritore pompiere napoletano, pronto a tradurre: e il dialogo diventa finalmente scorrevole. Tutto questo è raccontato sul profilo Instagram di Luca Cari, responsabile della comunicazione in emergenza dei vigili del fuoco.

Ciro: “Muvitv! (Sbrigatevi!)”
Pompiere di Firenze: “Unn’avé furia (Non avere fretta)”
Ciro: “Cà itt chist?!” (Che ha detto questo?)”
Pompiere di Napoli: “Nun ghi e press (Non andare di fretta)”.

E’ “il dialogo più bello nel miracolo di #Ischia – commenta Luca Cari – “Abbiamo sorriso tutti”.