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Napoli, muore in ospedale: «Lasciano cadavere vicino al bagno del reparto

In Chirurgia d’Urgenza al Cardarelli. Secondo una paziente, andata alla toilette, il corpo è stato lasciato a lungo accanto all’ingresso della medicheria. Il manager replica: «È rimasto in quell’area solo 50 minuti, abbiamo massimo rispetto delle persone»

Un cadavere vicino al bagno della medicheria. Del reparto di Chirurgia d’Urgenza dell’ospedale Cardarelli. Adagiato su una barella e coperto da un lenzuolo. Il corpo è stato sistemato lì, con molta probabilità da qualche infermiere, prima di essere spostato e trasferito alla morgue del nosocomio napoletano. La macabra scoperta è stata fatta da una paziente, che si era recata nella toilette e ha visto il corpo sulla barella. La donna, poi, ha raccontato quanto accaduto alla figlia di un’altra paziente ricoverata nella sua stessa stanza. Che, incredula, a sua volta ha voluto sincerarsi di persona se davvero quel racconto incredibile fosse vero. Così è andata in bagno e ha visto il cadavere sistemato vicino al muro.

A quel punto ha deciso di denunciare il fatto e ha postato tutto su Facebook: «Ho fatto fatica a crederci, ma quando sono arrivata dentro ho constatato di persona il livello di degrado a cui siamo arrivati. Stavo per svenire. Poi, ho deciso, dopo sette ore trascorse in pronto soccorso in attesa, che mia madre fosse ricoverata e dopo una notte sulla barella in corridoio proprio a fianco del pover’uomo che già era in agonia: tutto questo va denunciato».

Dal pronto soccorso

Il cadavere era di un uomo giunto in codice giallo dal pronto soccorso e portato nel reparto di Chirurgia d’Urgenza dove poi è morto. Il corpo, secondo la versione della donna, sarebbe rimasto per circa tre ore nell’area attigua al bagno vicino alla medicheria. Normalmente utilizzata dai pazienti e dai loro parenti nonostante fosse un’area riservata. Al Cardarelli, primo ospedale di Napoli e nosocomio di grandi dimensioni, la morgue è molto lontana dai reparti. Abitualmente per trasferire un cadavere viene chiamata l’ambulanza per il trasporto. E, nell’attesa che arrivasse il mezzo, il corpo era stato sistemato in quell’area.

La versione dei dirigenti del Cardarelli

Per i vertici dell’ospedale napoletano, il cadavere era stato trasportato dal reparto all’interno della medicheria, come spesso accade prima del trasferimento all’obitorio. E la donna non era autorizzata ad entrare all’interno della stanza dove si trovava la barella. Inoltre, secondo i dirigenti del Cardarelli, il cadavere sarebbe rimasto in quell’area solo pochi minuti e non, come denunciato dalla donna, per quasi tre ore. «Non riusciamo a comprendere la descrizione che è stata fatta – ha detto il manager dell’ospedale, Ciro Verdoliva, intervistato da Rainews – il paziente è stato portato in obitorio alle 10.50. Siamo veramente esterrefatti. Noi sicuramente avvieremo un’inchiesta interna. Ho già avuto la cartella clinica. Siamo molto attenti su queste cose. Probabilmente le persone che hanno raccontato il fatto non avevano l’orologio puntato all’ora giusta o hanno dato una versione, diciamo così, con un po’ di colore. Siamo molto dispiaciuti di questo attacco».

La nota dell’ospedale

Per placare le polemiche sollevate dalla notizia, la direzione del Cardarelli ha anche affidato a una nota la propria versione dei fatti: «Il paziente S.G., arrivato al pronto soccorso in codice giallo alle ore 16,46 del 29 agosto è stato ricoverato in chirurgia d’urgenza alle ore 20,30 della stessa serata. Il paziente, già in condizioni disperate in quanto la sua patologia di base lo caratterizzava come “paziente in fase terminale”, è deceduto alle ore 10,00 di questa mattina dopo assistenza medica e rianimatoria iniziata dalle ore 9,00. Dopo il decesso, al fine di permettere la composizione della salma ed evitare che la stessa restasse nell’area di degenza, come del resto da prassi, si è provveduto al trasferimento nella medicheria del reparto. L’area in questione è inibita ai degenti ed è riservata esclusivamente al personale. La salma è stata poi prelevata alle ore 10,50 e trasportata all’obitorio. Pertanto la salma non è stata mai “appoggiata” nel bagno. Il paziente, come sempre accade al Cardarelli, ha ricevuto il massimo rispetto, nella malattia e, purtroppo, anche nella morte». La correttezza della versione dell’ospedale Cardarelli su quanto avvenuto questa mattina è stata verificata anche dai Nas.