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OSPEDALE DI CURTERI: Mercato San Severino, «Mia sorella in coma dopo un controllo»

La denuncia del fratello di una 53enne ricoverata al Fucito per forti dolori addominali: «Caso di malasanità»

«Mia sorella è entrata al pronto soccorso sulle sue gambe per un controllo e dopo due giorni me la ritrovo in coma farmacologico con la sua vita che è appesa a un filo. Ho avuto conferme che questo caso è stato malgestito e intendo esporre denuncia per le gravi carenze sanitarie che si sono manifestate e l’impreparazione dei medici nell’affrontare una simile emergenza».

È la forte accusa di Marcello Lettieri, fratello di Teresa, 53 anni, residente a Fisciano, che da lunedì scorso si trova in coma farmacologico nella sala di rianimazione dell’ospedale “Fucito” di Curteri di Mercato San Severino.
Tutto ha inizio sabato pomeriggio, quando la donna comincia ad accusare dei forti dolori nella parte bassa dell’addome. Per evitare ulteriori complicazioni, in considerazione di alcuni interventi chirurgici subiti dalla signora Teresa sette anni fa nella stessa zona addominale, i familiari decidono di trasportarla con mezzi propri al pronto soccorso dell’ospedale “Fucito” di Curteri. Giunta al centro sanitario, la donna, su disposizione del personale medico di turno, viene ricoverata per eseguire accertamenti al fine di individuare l’origine dei dolori.
«Dopo essere stata ricoverata – racconta il fratello della donna – la domenica, a seguito degli esami che erano stati eseguiti nell’apposito reparto ospedaliero, ci viene comunicato da alcuni infermieri che mia sorella deve essere sottoposta a un intervento chirurgico causato da un presunto blocco intestinale e dalla presenza di alcune ernie che andavano rimosse. L’intervento – continua nel racconto Marcello Lettieri – è durato circa 7 ore, dalle 16 alle 23. All’uscita dalla sala operatoria di mia sorella, i medici di turno mi hanno rassicurato sulla buona riuscita dell’intervento. Il giorno successivo, invece, è arrivato un fulmine a ciel sereno. Vengo raggiunto da una telefonata dall’ospedale, con la quale mi viene comunicato dagli operatori che ci sono state delle complicazioni post operatorie e che mia sorella si trova in uno stato di coma farmacologico e ricoverata in sala di rianimazione».
Da premettere, che il calvario della signora Lettieri era iniziato sette anni fa, quando (secondo quanto raccontato dal fratello) la donna subì già tre interventi in 16 giorni alla clinica “Tortorella” di Salerno. «Ricordo – racconta ancora Marcello Lettieri – che dopo gli interventi ai diverticoli eseguiti alla clinica “Tortorella”, mia sorella fu trasportata d’urgenza all’ospedale “Ruggi d’Aragona” di Salerno in setticemia. Il personale medico che operava in quel periodo compì un miracolo, applicando una sorta di rete sulla fascia addominale per evitare la perdita di liquidi e di feci. In seguito le venne prescritta una cura, che mia sorella ha seguito regolarmente. Ma tutto sommato, il peggio sembrava passato. Fino all’altro giorno, quando si è verificato quello che per me, sottolineo, si tratta di una caso di malasanità».
Lunedì scorso, quando gli sono state comunicate le condizioni critiche della sorella, è mancato poco che il signor Lettieri si scagliasse contro il medico di turno per aggredirlo. È stato necessario l’intervento dei carabinieri per evitare il peggio. Ora, Lettieri si è messo in contatto con i medici dell’ospedale “Ruggi” che sette anni fa salvarono la vita alla sorella per esporre quanto accaduto.
Al momento, le condizioni della signora Lettieri restano gravi.