Sport e Spettacolo

Campione contro la leucemia, il piccolo Samuele conquista l’Arechi

Lo sciarpone granata che l’avvolge è come una corazza che lo rende invincibile, un’armatura che lo protegge e che fa risplendere il sorriso su quel volto che non conosce più il pianto. «È per te, “zizzania”», sembra dire il piccolo Samuele, cui mamma e papà hanno insegnato a chiamar così la leucemia che gli fu diagnosticata lo scorso dicembre. Ha cinque anni, questo bimbo di Diano Marina cresciuto a «pane & Salernitana» pure se a 850 chilometri di distanza dall’Arechi, per passione tramandata da suo padre Antonio. È felice, perché la malattia che a un tratto sembrava un gigante, impossibile da sconfiggere, adesso sta diventando un avversario che dà segni di resa.

Che coraggio, Samuele. Uno di quei bambini cresciuti prima di altri, perché il destino a volte chiede d’esser forti molto presto, e lui non s’è tirato indietro. I giorni senza sole all’ospedale Gaslini di Genova oggi sembrano lontani. La «zizzania» cede il passo e in così tanto mondo non c’è posto migliore in cui lui possa tornare per respirare la gioia, per godersi il sollievo che prende a calci l’angoscia. Rieccolo a Salerno, Samu, nella città che il papà ha lasciato quasi trent’anni fa per trasferirsi in Liguria, e però portando con sé quella passione per la Salernitana ch’è diventata l’arma in più di questo piccolo leone.

Lo scorso mese di marzo, prima della gara in trasferta contro la Virtus Entella, la squadra del cavalluccio marino lo ospitò nel ritiro pre-partita di Chiavari. E siccome il cuore granata batte fortissimo quando c’è da far felice un bimbo nei momenti importanti, Samuele si lasciò con mister Bollini e il dirigente Avallonescambiandosi una promessa: «Ci rivediamo presto all’Arechi». Detto, fatto. Lo stadio con il nome da principe ieri ha spalancato le sue porte a un piccolo numero 10 ch’è stato festeggiato e coccolato dai calciatori, prima di far gol nella porta su cui s’affaccia la Curva Sud. Peccato che durante l’allenamento quei gradoni fossero vuoti. Però niente paura, perché certe magie vanno vissute sino in fondo, e così in serata quegli spalti si son idealmente “popolati”, come d’incanto, con la visita al ristorante d’una delegazione degli ultras: «Ciao, campione. Felici di conoscerti».

Sarà allo stadio anche lunedì sera, Samuele, per Salernitana-Ternana, su invito della società dell’ippocampo di cui è ormai una “mascotte” e rispettando una “parola” data ai ragazzi della Curva Sud prima di battergli il “cinque”. Indosserà lo sciarpone che gli hanno regalato, e sarà la sua corazza, un’armatura d’amore granata. Era già forte, Samu. Adesso è invincibile. L’hai capito, «zizzania»?