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SALERNO: “Operazione “Scudo”, bancarotta fraudolenta per la “Iacp Futura”: in 7 nei guai

la Procura della Repubblica di Salerno ha concluso le indagini preliminari e rende noto il resoconto delle attività investigative. Le attività di indagine – iniziate nel 2010 e completate nell’anno in corso – sono state coordinate dalla DDA di Salerno (dottor Vincenzo Montemurro) e condotte da personale della DIA di Salerno (diretti da Giulio Pini e da Fausto Iannaccone).
Importante operazione della sezione operativa dellla Dia di Salerno: notificato l’avviso della conclusione delle indagini preliminari e contestuale informazione di garanzia relativo al procedimento penale emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno-DDA nei confronti di 7 persone. Le attività di indagine – iniziate nel 2010 e completate nell’anno in corso – sono state coordinate dalla DDA di Salerno (dottor Vincenzo Montemurro) e condotte da personale della DIA di Salerno (diretti, nello specifico, da Giulio Pini e da Fausto Iannaccone).

Le accuse

Pesanti le accuse: i sette in concorso continuato, sarebbero responsabili del reato di bancarotta fraudolenta, nell’ambito delle investigazioni sviluppate a seguito del fallimento della società a partecipazione pubblica “Iacp Futura S.c.a.r.l.” 1 , poi ricapitalizzata in “IACP Futura S.r.l.”.

Gli indagati

A finire nei guai, un componente del C.d.A. del “Credito Salernitano”, dapprima Presidente di “IACP Salerno”, successivamente nominato Commissario straordinario per la gestione di “IACP Salerno” e poi Presidente del C.d.A. della “IACP FUTURA S.r.l.”, nonché socio di fatto della “GE.SA.S.IM.MM. S.r.l.”, a sua volta persona giuridica socia della “IACP FUTURA S.c.a.r.l.”, il Presidente dell’epoca del Consiglio comunale di Pagani (SA), nonché Consigliere provinciale di Salerno, nonché membro del C.d.A. della “IACP FUTURA S.c.a.r.l.”, poi ricapitalizzata in “IACP FUTURA S.r.l.”; l’imprenditore edile titolare della società “MAR.SAL. S.r.l.”; l’azionista di maggioranza e direttore tecnico nonché, successivamente, amministratore unico della società “REAL EDIL S.p.a.” (società partecipata della “IACP FUTURA S.c.a.r.l.”), ed altresì amministratore delegato e componente del C.d.A. della medesima società “IACP FUTURA S.c.a.r.l.”, oltre che socio del “CONSORZIO SALERNO CASA”. E, ancora, un azionista della Banca “Credito Salernitano” già Presidente del C.d.A. della “IACP FUTURA S.c.a.r.l.”, nonché, inizialmente socio, della “GE.SA.S.IM.MM. S.r.l.” e socio del “CONSORZIO SALERNO CASA”, oltre che membro esecutivo del “CONSORZIO CARITI”, in liquidazione; l’amministratore delegato dell’epoca della società “IACP FUTURA S.c.a.r.l.” subentrato nella carica ad altro indagato; l’amministratore unico della società “SOC.LI.GHE. S.r.l.”, appaltatrice di lavori da parte della “IACP FUTURA S.c.a.r.l.”.

Gli accertamenti

Le prolungate attività investigative, iniziate nell’anno 2010 e concluse quest’anno, condotte dalla Sezione Operativa della DIA di Salerno, nonché le consulenze tecniche disposte dalla Procura, hanno consentito di acquisire fonti di prova in ordine al fatto che gli indagati,destinatari dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, con più azioni riconducibili a uno stesso disegno criminoso, hanno posto in essere molte azioni per la dispersione del patrimonio della citata società “IACP FUTURA S.r.l.” a partecipazione pubblica, allo scopo di ricavarne illeciti profitti mediante la tenuta irregolare delle scritture contabili della società, in modo da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari della società “IACP FUTURA S.r.l.”, nonchè con la concessione di finanziamenti sprovvisti di giustificazione contabile, effettuati ad un prezzo inferiore a quello di mercato con un minor ricavo, concessi dalla suddetta società a partecipazione pubblica a più da persone giuridiche e fisiche e la corresponsione di compensi a più amministratori della medesima società a partecipazione pubblica, senza alcuna giustificazione contabile e formale, in eccedenza rispetto alle somme deliberate e riconosciute dall’assemblea della società “IACP FUTURA S.r.l.”. E ancora, attraverso il riconoscimento di adeguamenti ISTAT spropositati e non giustificati (pari al 16,98%) in favore di società private esecutrici di lavori commissionati dalla “IACP FUTURA S.r.l.” e la delibera di un finanziamento a fondo perduto in favore del locale istituto bancario “Credito Salernitano”, la vendita, in favore di privati, di beni immobili (locali commerciali e depositi) nella disponibilità della società “IACP FUTURA S.r.l.” ad un prezzo significativamente inferiore a quello di mercato e ancora con l’acquisto di beni mobili con le risorse della società “IACP FUTURA S.r.l.”, per effettuare regali e di vario genere a privati, Inoltre, scoperta la destinazione di ingenti somme di danaro del capitale sociale della “IACP FUTURA S.r.l.”per la realizzazione di progetti architettonici fittizi mai commissionati e mai realizzati e molteplici pagamenti illegittimi e preferenziali disposti in favore di società private (la “S.C.M. ENGINEERING S.r.l.”, la “REAL EDIL S.p.a.”, la “SOC.LI.GHE. S.r.l.” e la “GE.SA.S.IM.MM S.r.l.”) nelle quali gli indagati avevano partecipazioni ovvero ad essi riconducibili, per diversi lavori di esecuzione di opere, in quanto gli importi venivano liquidati e pagati prima dell’emissione delle fatture. Ed è anche emersa la partecipazione a società consortili con quote irrisorie ed, in particolare, la erogazione in favore del “CONSORZIO SALERNO CASA” a titolo di elargizione formalmente schermata dalla voce “contributo consorzio”, di ingenti somme di danaro per un periodo di tempo significativo (dall’anno 2007 all’anno 2011) e l’elargizione di pagamenti, con la causale “quote consortili”, in favore del “CONSORZIO CARITI” (società in liquidazione), pur non risultando la “IACP FUTURA S.r.l.” soggetto consorziato,  cagionando cosi un significativo danno economico di oltre 11 milioni di euro (come ricostruiti dalle attività investigative) alla società “IACP FUTURA S.r.l.” (partecipata dalla società IACP Salerno), anche in pregiudizio dei creditori ammessi allo stato passivo fallimentare.