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Etichetta sui pomodori per salvarci dall’invasione cinese

“Un passo in avanti fondamentale sulla strada della trasparenza per accertare l’origine di prodotti che, arrivati da chissà quale parte del mondo, vengono immessi spudoratamente in commercio come cibo italiano, con danni all’immagine per il nostro comparto”. Lo scrive in una nota il presidente di Coldiretti SalernoVittorio Sangiorgio, commentando l’emanazione del decreto per l’etichetta d’origine per i pomodori.

Ad oggi – ricorda la Coldiretti – l’obbligo di indicare la provenienza è in vigore in Italia solo per le passate ma non per pelati, polpe, sughi e soprattutto concentrati. “Pomodoro ma anche mozzarella di bufala, olio extravergine di oliva sono quotidianamente ‘spacciati’, sugli scaffali, come prodotti salernitani – ricorda Sangiorgio – e sono aumentati in maniera vertiginosa gli sbarchi di concentrato di pomodoro dalla Cina, a danno dei consumatori ingannati da prodotti di dubbia provenienza.

Finalmente la filiera tutta – dal più piccolo agricoltore alle grandi industrie di trasformazione all’Anicav, l’Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali – sta remando nella stessa direzione contro contraffazioni e sofisticazioni agroalimentari che hanno rappresentato un emergenza per la nostra economia”.

Per Coldiretti Salerno, l’etichettatura obbligatoria del pomodoro rappresenta un’occasione fondamentale per le produzioni locali: “Finora – denuncia Sangiorgio – le massicce importazioni dall’estero e in particolare dalla Cina hanno provocato danni economici diretti e di immagine al prodotto “nostrano” sul quale pesano gli effetti di una concorrenza sleale dovuta a situazioni di dumping sul piano sanitario, ambientale e sociale. L’etichettatura obbligatoria è un passo importante per la tutela dei consumatori, da un lato, e dei produttori locali dall’altro”.