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Renzi “predica” in Chiesa ed è subito polemica sul novello “Don Matteo”

Sta suscitando un vespaio di polemiche la visita del segretario del Pd Matteo Renzi a Paestum. L’ex premier, per l’incontro con i suoi sostenitori, è stato ospitato nella Basilica, a ridosso dell’area archeologica. La scelta di tenere un incontro dai caratteri prettamente politici all’interno di una Chiesa, consacrata e attiva, ha suscitato però un mare di polemiche e l’ironia del web verso colui che è già stato ribattezzato “Don Matteo”.

Per l’ex candidato sindaco del M5S di Capaccio Paestum, Antonio Bernardi, il rischio per la città è di fare una figuraccia così come già accaduto ad Agropoli per la questione Alfieri-De Luca e le arcinote fritture di pesce.

“Abbiamo dato modo a quattro frati palumbini, di entrare in un luogo sacro, nonché storico, che rappresenta le origini del nostro territorio, per fini del tutto profani” accusa Bernardi che non esita a criticare l’amministrazione comunale per non aver espresso alcun dissenso. “Siamo un popolo che ha una storia importante, che si è sempre saputo difendere dalle ingiustizie, e quindi non meritiamo che quattro chierichetti”, dice l’ex candidato sindaco che conclude con un emblematico “Via i mercanti dal tempio!”.

Ma le critiche verso Renzi sono bipartisan e coinvolgono non soltanto ambienti vicini ai 5 Stelle ma anche al centro destra. Le bacheche social sono invase di critiche e discussioni e a raccogliere i malumori ci ha pensato il parlamentare FDI-AN Edmondo Cirielli.

“E’ scandaloso che Matteo Renzi attorniato da un codazzo istituzionale abbia tenuto un comizio politico nella basilica paleocristiana Chiesa SS. Annunziata di Paestum grazie a un permesso speciale del vescovo della Diocesi di Vallo della Lucania, Ciro Miniero”, ha detto il deputato salernitano.

“Un luogo religioso, che dovrebbe essere lontano dalle dinamiche politiche – sottolinea Cirielli – è stato utilizzato per una riunione di partito. Appare oramai chiaro che l’ex presidente del Consiglio sia preoccupato dal calo di consensi del Pd e si aggrappi alla “Divina Provvidenza” per recuperare voti”, commenta ironicamente Cirielli che conclude: “Mi auguro che dopo la brutta pagina di ieri giungano oltre che dal Pd anche dalle istituzioni ecclesiastiche le scuse ai cattolici salernitani per aver consentito di piegare agli interessi di partito un luogo sacro” – conclude il parlamentare salernitano.