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SALERNO: la nave del dolore. A bordo ventisei ragazze morte

Lo sbarco più triste tra carri funebri e lacrime. Hanno trovato la morte in mare. Lo avevano immaginato a lungo, quel mare, come una via di fuga. La loro salvezza, una speranza.

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Sono tutte donne le 16 vittime  sbarcate a Salerno, a bordo della nave militare spagnola Cantabria. Avvolte in quei sacchi neri che saranno il loro ultimo freddo abbraccio. Prima di finire in un cimitero di chissà quale piccolo paese, anche perchè a Salerno hanno già fatto sapere che non ci sarà posto per tutte loro. Si tratta del ventiduesimo sbarco in città.

Il carico umano conta 259 maschi, 116 donne, nove in gravidanza, 21 bambini, 5 tra i 9 e i 15, 26 maggiori di 15 anni. Sono stati tutti tratti in salvo dai barconi alla deriva nel mar Mediterraneo. Proprio ieri un gommone diretto verso l’Italia è affondato. L’ultima strage. 23 i morti, 64 le persone salvate dall’equipaggio di una nave della missione Sophia.

E’ stato l’equipaggio dell’elicottero Ab 212, imbarcato sulla nave Cantabria, a notare il gommone quasi del tutto affondato e i migranti che cercavano di restare a galla in mare. Sono così partite le operazioni di soccorso, coordinate dalla centrale operativa di Roma della Guardia costiera.

La nave ha raggiunto il punto del naufragio, riuscendo a salvare i sopravvissuti e a recuperare le vittime. Potrebbero però esserci altri dispersi. Negli ultimi giorni sono ben sei le operazioni di soccorso messe a segno nel Mediterraneo centrale, a poche miglia dalle coste libiche, 700 in tutto le persone salvate.

E’ solo l’ultima conta di un esodo che non accenna a finire. Nonostante il freddo, l’inverno alle porte, le condizioni proibitive del mare. Quello da cui si fugge è forse ancor peggio della morte.