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SALERNO: le 26 migranti morte sono state frustate e violentate. Una era incinta

Storie drammatiche segnate da violenze e mutilazioni.

Il dramma delle 26 giovani migranti arrivate cadavere a Salerno durante l’ultimo sbarco si arricchisce di particolari dolorosi. A parlare di queste ragazze, tutte giovanissime, pare tra i 16 e i 18 anni, sono le autopsie sui loro corpi. Dai primi esami sarebbe emerso un dettaglio che rende questa storia, questo massacro tutto al femminile, ancora più triste.

Una delle ragazze arrivate lo scorso 5 novembre a bordo della nave spagnola era infatti incinta. Il professore Antonello Crisci, insieme al suo pool, oggi ha concluso altre sei autopsie, arrivando così ad esaminare 12 corpi. Due di queste giovani vittime hanno almeno finalmente un nome. Sono infatti state riconosciute, una dal marito che viaggiava con lei e l’altra dal fratello.

I corpi, conservati nelle celle frigorifere della nave che le ha portate a Salerno, hanno rivelato qualcosa in più di loro. Dettagli su quella vita che hanno cercato di lasciare, senza purtroppo riuscire a concludere il loro viaggio. Anche se non sono segnati da violenze sessuali i medici hanno trovato vecchie tracce di frustate e bruciature.

Violenze non recenti e perpetrate per chissà quanto tempo. Alcune tra loro poi portano il tremendo segno dell’infibulazione. Questo fa pensare che non siano tutte di religione cattolica. E ancora lacerazioni e mutilazioni che raccontano storie angoscianti, senza bisogno di sentirle parlare.

E’ difficile credere che debbano riguardare ragazze così giovani ma già tanto segnate da una vita che avrebbe dovuto offrire loro di più. Intanto la città si appresta a celebrare una giornata di lutto cittadino il giorno dei funerali pubblici e domenica si terrà nella chiesa di San Domenico una messa per ricordarle, organizzata dalla Caritas diocesana.

“Nel pieno rispetto delle religioni, delle tradizioni e dei costumi – spiega in una nota la Caritas – la messa del settimo va intesa come un pensiero nei confronti di un familiare, di una persona che e’ riuscita a toccare i nostri cuori di pietra, nella speranza e nell’annuncio che la vita vince sempre. Non sappiamo quando sono morte, ne’ sappiamo il perche’ di questa tragedia, ma vogliamo contare i sette giorni della loro rinascita in cielo da quando la nave ha attraccato al porto di Salerno.

Abbiamo scelto come simbolo per loro un fiore: il bucaneve, che è ritenuto simbolo di speranza e di consolazione, di passaggio dal dolore a un nuovo inizio. Anche le Luci d’Artista saranno spente per qualche ora in segno di rispetto per queste giovani vittime del mare, ma prima di tutto dell’uomo.