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SALERNO: sbarco, violenza anche sulle ragazze sopravvissute

“Una vera tragedia per l’umanità”.

Non parlano le donne sbarcate a Salerno il 5 novembre scorso a bordo della nave spagnola Cantabria. Uno sbarco che verrà ricordato per aver consegnato alla città ventisei cadaveri di giovani ragazze nigeriane. Sono scosse e spaventate, ancora provate dal lungo viaggio. Negli occhi il terrore e la diffidenza.

Nonostante non abbiano gravi problemi di salute sul loro corpo ci sono segni di violenze e ustioni. Hanno questo in comune con chi è stato più sfortunato di loro. Perchè ormai queste traversate, fatte a bordo di gommoni arrangiati e in condizioni meteo proibitive, hanno solo questa variabile. La fortuna, che divide chi vive da chi muore.

Intanto un pool di esperti sta cercando di fare luce sulle case di questi ventisei decessi. In queste ore si stanno completando le autopsie sulle salme.

“Una vera tragedia per l’umanità. Non è solo Salerno coinvolta ma è una questione mondiale che va affrontata” è questo il commento del consigliere comunale Paola Di Roberto. “Non è la prima volta che accade, già un anno fa morirono dieci donne in Sicilia. Non è più pensabile, solamente a giugno l’Unione Europea ha aderito alla convenzione di Istanbul che detta le normative contro la violenza tra le donne, anche quella domestica.

Noi abbiamo un testo unico che è stato integrato con l’articolo diciotto che permette alle donne di chiedere un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Non è mai abbastanza – continua la Di Roberto che poi torna a parlare della tragedia che ha strappato queste ventisei giovani vite-.

Non abbiamo ancora un riscontro chiaro di quello che è successo alle ventisei vittime sbarcate qui a Salerno. Ma purtroppo possiamo immaginare quello che sia successo. E’ quello che purtroppo capita spesso e soprattutto a donne nigeriane che non sono solo quelle che abbiamo per strada.

Per le donne che sbarcano va riattivato anche un discorso di integrazione, che varia da nazionalità a nazionalità a seconda delle culture. C’è ancora tanto da lavorare. Salerno è vicina a queste problematiche, noi abbiamo una grande sensibilità, l’assessorato alle politiche sociali cerca di fare l’impossibile sia per i salernitani che per gli immigrati”.