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IL 23 NOVEMBRE DI 37 ANNI FA IL TERREMOTO DA NOI FU UN DISASTRO

Fu un giorno indimenticabile.Fece caldo per l’intera giornata,un caldo atipico,strano per quel giorno.Poi alle 19,34 tremò la terra.Era il terremoto.E cosa faceva in quel momento. A quei tempi i canali tv si contavano sulle dita delle mani e a quell’ora la Rai trasmetteva un tempo di una delle partite della Serie A giocate nel pomeriggio, presamente Juventus-Inter. Chi ne aveva approfittato per una gita fuori porta non poté non notare l’anomalia di una giornata calda, troppo calda per quella stagione.

La terra tremò tra Avellino, Salerno e Potenza con epicentro in Irpinia a 30 km di profondità per circa 90 interminabili secondi.

Un minuto e mezzo che rase al suolo interi paesi provocando circa 3000 morti9000 feriti300 mila senza tetto e 150 mila abitazioni distrutte, interi paesi isolati per giorni. Oggi, a 37 anni di distanza, il ricordo di quella giornata e delle settimane che seguirono, caratterizzate da uno Stato impotente dinanzi al disastro, incapace di coordinare i soccorsi, tardivi e insufficienti nonostante lo sforzo immenso messo in campo dai volontari, è tutt’altro che sbiadito. Dei 119 comuni irpini, furono 99 quelli che riportarono danni alle strutture.

Il sisma fu avvertito pesantemente anche a Salerno città dove la gente si riversò in strada per passare la notte. Molti centri della provincia, specie quelli a Sud sono stati distrutti. In alcune zone i soccorsi arrivarono solo dopo 5 lunghissimi giorni, quando ormai era troppo tardi. La ricostruzione poi, tra costi quadruplicati e appalti truccati dalla camorra, è stata una catastrofe nella catastrofe. Ma la gente ha reagito, ha chiuso i denti e ha ricostruito.

Come resta la scossa data dall’arrivo suoi luoghi della tragedia dell’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini e una prima pagina del quotidiano Il Mattino entrata nella memoria collettiva con l’appello “Fate presto“.