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PORTO DI SALERNO: operaio 40enne muore schiacciato da un muletto

La corsa in ospedale è stata inutile. Perché Beniamino Tafuri, 40 anni, residente a Salerno, è morto poco dopo l’ingresso al Pronto soccorso del Ruggi. Troppo gravi le lesioni interne riportate nell’incidente che si è verificato, intorno alle 12,30 di ieri, nel capannone della “Magazzini generali”, di cui l’uomo era dipendente. Società quest’ultima la cui partecipazione di riferimento è detenuta dai gruppi Gallozzi e De Cesare. Tafuri, carrellista specializzato, come ogni giorni era intento a svolgere la sua professione. E precisamente, nella tarda mattinata di ieri, stava caricando due camion, in attesa di partire per portare la merce ad altrettante fabbriche di Latina ed Avellino. In quel momento non era alla guida di nessuna macchina ma, semplicemente, si stava occupando di inserire i cunei tra le balle. Un’operazione di routine, che si fa per separare i fardelli imballati e consentire, a chi è addetto in quel momento al carrello, di poterle issare più agevolmente sui mezzi pesanti. Insomma un lavoro apparentemente non pericoloso, che il 40enne aveva svolto tante altre volte. E, perciò, nulla lasciava presagire che, di lì a poco, si sarebbe consumata una vera e propria tragedia.
Perché stavolta la dea bendata ha girato le spalle e il fato crudele si è accanito contro Tafuri. L’uomo, nel portare a termine il suo compito giornaliero, si è schiacciato la mano. Un infortunio non allarmante ma piuttosto doloroso, che ha indotto il 40enne a fermarsi un attimo. Per capire l’entità del danno subito, infatti, Tafuri si è tolto il guanto e ha cominciato a lamentarsi. Un atteggiamento che ha destato la preoccupazione del collega che era a bordo del muletto, che è sceso per sincerarsi delle condizioni di salute del suo amico e compagno di lavoro. La sua generosità, purtroppo, si è rivelata fatale. Nella fretta, infatti, in base a quanto ricostruito dal personale della Polizia di frontiera, il carrellista avrebbe dimenticato d’inserire la marcia o di azionare il freno di stazionamento. E, proprio per questo, è stato iscritto nel registro degli indagati.