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La Regione chiuderà le Fonderie Pisano di Salerno

SALERNO. «Abbiamo deciso di mettere un punto fermo su questa vicenda che non può essere trascinata oltre». È lapidario il presidente Vincenzo De Luca durante l’incontro con la delegazione dei cittadini della Valle dell’Irno sulla questione Fonderie Pisano. Una posizione resa forte non solo dalle vicende giuridiche e dal recente rifiuto degli uffici tecnici regionali sulla Valutazione d’impatto ambientale da concedere allo stabilimento, ma anche alla luce dei primi risultati, parziali, dello studio “Spes – Valle dell’Irno”, coordinato dall’Asl e che vede protagonisti l’Istituto zooprofilattico di Portici, l’Arpac e l’Istituto uperiore della Sanità. «Come Regione Campania – afferma De Luca – abbiamo deciso nei mesi scorsi l’avvio dell’indagine nell’area della Valle dell’Irno, proprio con l’obiettivo di avere e dare serenità e certezze. Il lavoro è pienamente in corso ed è quasi concluso. Si può già dire che siamo in presenza, grazie ai 400 prelievi di sangue effettuati a campione, di una presenza sopra la media di zinco e selenio». Seduti al tavolo per circa un’ora, insieme al governatore erano presenti il vicepresidente di giunta e assessore regionale all’Ambiente, Fulvio Bonavitacola, il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, l’assessore cittadino all’Ambiente, Angelo Caramanno e il direttore dell’Istituto Zooprofilattico di Portici, Antonio Limone. Dall’altra parte del tavolo, coadiuvati dall’avvocato Franco Massimo Lanocita, il comitato “Salute e Vita” presieduto da Lorenzo Forte, Anna Risi ed Ernesto Langella e l’associazione “Presidio Permanente” guidata da Salvatore Milione. Verità e trasparenza le parole d’ordine del padrone di casa di Palazzo Santa Lucia, che annuncia la risoluzione definitiva, almeno per quel che concerne la Regione, della querelle con l’azienda. «È uno studio rigoroso – ha concluso De Luca – Attendiamo i risultati finali, ma quello che ci interessa è fare un’operazione-verità, a tutela innanzitutto della salute dei cittadini. E in questo senso è opportuno secondo noi, seguendo i tempi amministrativi, chiudere questa vicenda prima possibile, e crediamo che già entro la metà di febbraio ci saranno le condizioni, anche tecniche per quello che riguarda la Regione, di pronunciare una parole definitiva con la conferma del parere. Contestualmente occorre attivarsi a tutela dei lavoratori dell’impianto. Ci sono tutte le possibilità per garantire il lavoro in condizioni di tutela per tutti». In linea con le posizioni regionali anche il Comune di Salerno che si dichiara disposto a prendere le conseguenti decisioni: «Siamo pronti, una volta completate le indagini sanitarie disposte dalla Regione Campania, ad assumere con urgenza tutti i provvedimenti necessari a salvaguardare la salute dei cittadini – dichiara il sindaco Vincenzo Napoli – Allo stesso modo, in coerenza con tutte le iniziative assunte in passato, il Comune di Salerno è pronto a tutto quanto necessario per il prosieguo dell’attività produttiva ed il mantenimento dei livelli occupazionali. Salute, produzione ed occupazione possono procedere congiuntamente». Una presa di posizione che soddisfa i cittadini ma che non li ferma dal togliersi qualche sassolino dalla scarpa: «Purtroppo con l’amaro in bocca – commenta Forte – a causa dei colpevoli ritardi degli Enti che dovevano fare tali studi già decenni fa, tali risultati scientifici confermano le ragioni fondanti del comitato sostenendo il grido di dolore che si eleva dalla Valle dell’Irno. In attesa che nei prossimi giorni venga ratificato il parere negativo sulla Valutazione d’impatto ambientale e vengano pubblicati dagli Enti e dalla stessa Procura gli atti conseguenti, ovvero chiusura definitiva delle stabilimento, annunciamo che il comitato “Salute e Vita” andrà avanti fino a quando non verranno accertate tutte le responsabilità degli Enti stessi e dell’imprenditore Pisano e fino a quando quell’area non sarà restituita alla comunità con la bonifica a carico degli inquinatori, ovvero dei Pisano, come previsto dalla Legge».