Attualità

BELLIZZI: anno nuovo, problemi vecchi….

Ogni volta che arriva un nuovo anno tutti parlano di cambiamento. In realtà non cambia nulla e tutto continua come prima. Il cambiamento che cerchiamo è nella nostra testa, non in una pagina di calendario. I problemi rimangono, ei festeggiamenti sono un gesto simbolico, come se seppellissimo una bara vuota. Poi la realtà ci riporta con i piedi per terra.

Che anno sarà il 2018 per l’economia italiana? La domanda sorge spontanea spianando il nuovo calendario sul quale intanto annotiamo gli immancabili, irritanti rincari. Scoraggia rendersi conto che il quesito si porta dietro decine di nodi non risolti che peseranno fatalmente anche sui dodici mesi che ci attendono. Con un aggravante: fra due mesi esatti andremo alle urne, per cui trascorsi 60 giorni di immobilismo nei fatti e di fantasmagoriche promesse nei talk show elettorali dovremo poi sperare che si riesca a formare un governo e che l’agenda economica del Paese venga affrontata velocemente. Conti alla mano, il nostro reddito pro-capite è ancora più basso rispetto al 2007, dieci anni fa. E poi c’è l’eccessivo peso della burocrazia con un fisco ingordo e un emorragia di cervelli in fuga verso l’estero tutt’altro che compensata dagli sbarchi disperati dei migranti dal Mediterraneo.

Dalla sanità ai trasporti, dal lavoro alla scuola, dalle tasse alla spesa quotidiana niente è realmente cambiato. Decidono del lavoro dei nostri giovani e delle pensioni dei loro padri persone che in vita loro non hanno mai fatto cinque minuti di lavoro. Parlano di scuola persone che hanno comprato un misero titoletto a qualche diplomificio privato. Di sanità, poi, non ne parliamo proprio. La gente rinuncia a curarsi e c’è chi lascia le medicine sul banco della farmacia perché non può permettersi di pagarle. Potremo continuare per ore. A livello locale, poi, se Atene piange, Sparta non ride, si diceva una volta. Dalle promesse ai fatti la strada è lunga, costellata di errori e di problemi. Abbiamo un ottima raccolta differenziata, stando a quanto sbandierato dal Comune, ma di fatto nessuno ha mai risparmiato un centesimo sulle bollette, tanto per fare un esempio. Dei vantaggi della “Ecocard” bisognerà aspettare ancora per vedere se veramente qualcuno usufruirà di qualche spicciolo di risparmio. Il bilancio comunale di certo sarà in sofferenza visti i debiti fuori bilancio accumulati, specie per gli espropri non pagati. Di riduzione delle tasse neanche a parlarne. L’addizionale Irpef al massimo dell’aliquota. Non c’è da stare allegri. L’anno che sta arrivando, cantava Lucio Dalla, fra un anno passerà. Il rischio è che passi invano.