Sociale

Dal muratore al magazziniere, i dieci lavori più pericolosi

Tre morti bianche al giorno. Settori a rischio: edilizia, autotrasporto, fabbriche e agricoltura. A gennaio salgono del 14,8% le malattie professionali.

A gennaio 2018 salgono del 14,8 per cento le malattie professionali. Nel 2017 sono state presentate all’Inail, l’Istituto nazionale assicurazione Infortuni sul lavoro, 635.433 denunce di infortuni. Le vittime sono state 1.029, con un incremento di 11 casi, l’1,1 per cento, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Più morti, perché sono cresciuti gli incidenti multipli, quelli costati la vita a più lavoratori. Settori a rischio: l’edilizia, l’autotrasporto, le fabbriche. Anche l’agricoltura, che continua a essere la bestia nera delle classifiche.

Ci sono più vittime negli incidenti con i trattori agricoli nei campi che sull’intera rete autostradale. Delle tragedie, di solito, si parla per qualche giorno. Poi il ricordo viene assorbito nell’interminabile sequenza degli articoli di cronaca, cristallizzato negli archivi. Poche, pochissime, le tracce dei racconti di chi, in prima persona, vive ogni giorno la realtà dei mestieri e delle professioni più critiche.

Una strage continua: cifre alla mano, la contabilità degli infortuni e delle morti bianche tende a salire a un ritmo inquietante. Una  concezione del lavoro che sembrava consegnata al passato e invece sopravvive e neppure tanto sottotraccia