Attualità

Salerno, uccisa due anni fa: resta senza sepoltura

La magistratura non ha dissequestrato la salma della prostituta 19enne.

Giustizia, verità. E una degna sepoltura. Lo chiedono i familiari di Mariana Szekeres , la cui salma è dal 15 maggio del 2016 nell’obitorio dell’ospedale Ruggi d’Aragona. Aveva 19 anni, era di origini ucraine e faceva la prostituta. È chiusa in una cella frigorifera da quando il suo corpo straziato fu ritrovato su un terreno tra via San Leonardo e via Dei Carrari. Probabilmente era stata violentata, o comunque aveva consumato un rapporto sessuale poco prima di morire. L’assassino l’ha uccisa altrove, poi ha portato il suo corpo esanime quasi al centro dell’appezzamento, lontano dagli accessi alle strade, un area privata lasciata incolta e dove di frequente vengono accompagnate a pascolare le pecore. Era praticamente nuda, indosso solo il reggiseno, pantaloncini e slip calati sulle caviglie. Il corpo in avanzato stato di decomposizione. Pochi giorni prima, un’altra “lucciola”, Alina Roxana Ripa , era stata uccisa con modalità analoghe e nella stessa zona e si ipotizzò che potesse essere in azione un serial killer. Una svolta importante nelle indagini sulla morte di Mariana sono arrivate dopo l’arresto di Carmine Ferrante , muratore vietrese, padre di tre figli, finito in manette (e condannato in primo grado a vent’anni) per l’omicidio di Nikolova Temenuzhka , prostituta di origini bulgare trovata senza vita nei pressi del cimitero di Pagani. Su quell’uomo sono ricaduti i sospetti anche della Procura di Salerno, che nel novembre del 2016 ha disposto su di lui l’esame del dna e nel giugno del 2017 gli ha notificato un avviso di garanzia per l’esecuzione sul corpo della 19enne Mariana di un nuovo accertamento autoptico. Un mese prima, il 3 maggio del 2017, la magistratura aveva respinto l’istanza con cui l’avvocato Giovanni Alfinito chiedeva, per conto del marito della vittima, la possibilità di seppellirla. Ma neanche la nuova autopsia ha sbloccato l’iter e la sarma della ragazza continua a restare nell’obitorio del Ruggi nonostante dall’omicidio siano trascorsi quasi due anni.