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Il Presidente De Luca ha un piano per il lavoro. Possibile l’assunzione di 40mila giovani nella pubblica amministrazione

A giugno presentazione del progetto. Gli economisti promuovono il Governatore.

L’obiettivo è di assumere 40mila giovani nella Pubblica amministrazione nei prossimi anni. Un progetto ambizioso, quello proposto dal presidente della Regione Vincenzo De Luca, che è diventato, negli ultimi mesi, un vero e proprio cavallo di battaglia. Perché il governatore sbandiera la sua idea ovunque, convinto che entro fine anno partirà pure il primo step del suo piano di lavoro per i giovani. Che prevede corsi-concorso e la stabilizzazione negli enti pubblici dei vincitori.

Detto così sembra semplice ma la procedura, comunque, è piuttosto articolata. Perché per i primi 3 anni i prescelti faranno formazione sul campo, pagati direttamente dalla Regione. E chi s’avvarrà della loro opera, allo scadere del triennio, dovrà regolarizzarli con un assunzione. Dunque, nessuna assunzione a pioggia, secondo una logica politica da prima Repubblica, ma una selezione pubblica per evitare «porcherie clientelari», rilancia De Luca. Che, due anni fa, aveva già proposto l’assunzione per 200mila giovani meridionali per favorire il ricambio generazionale nella Pubblica amministrazione. L’idea, tuttavia, fu bocciata dal governo Renzi. Stavolta, però, De Luca assicura che non aspetterà Roma.

Il piano del governatore. «Noi andiamo avanti», ripete come un mantra, convinto che stavolta niente e nessuno potrà ostacolare il suo programma che, se fosse attuato, farebbe sicuramente risalire le azioni del governatore campano. Dunque, proprio sul lavoro, De Luca punta tutto, andando all-in. Naturalmente si procederà per gradi e la prima “infornata” sarà riservata a 10mila giovani che dovranno occupare i posti nei Comuni che saranno lasciati vacanti dal personale che andrà in pensione. «Abbiamo fatto – chiarisce De Luca – una prima analisi sui vuoti delle piante organiche che si determineranno nei Comuni campani nei prossimi 3 anni: è una cifra che va dai 7mila ai 13 mila. L’oscillazione è determinata dal fatto che ci siano o meno i prepensionamenti. La mia idea è questa: anziché aspettare i tre anni, la Regione finanzia corsi-concorso, cioè dà incarico, presumibilmente al Formez, di fare una selezione pubblica, verificando quali siano le esigenze dei Comuni e quali professionalità servano. Sulla base di queste richieste noi finanziamo corsi- concorsi: in pratica io ti faccio fare la formazione a spese dalla Regione e l’Ente si obbliga ad assumere dopo 3 anni. La Regione versa mille euro al mese per la formazione dopo di che i ragazzi si stabilizzano».