Attualità

BELLIZZI: <> di Giuseppe Sirica

Scrivevo in occasione della festa del papà: L’idolo di tutti canta, suona, balla o gioca a calcio. il mio invece è un maestro, un grande uomo e ho l’onore e il privilegio di chiamarlo semplicemente papà. Descrizione semplice, un atto d’amore e di stima per lui che andava oltre la semplicità. Mai stato banale, mai mezze misure e sempre dalla parte dei più deboli. Un puro!

Ti ho invidiato sempre un pò, sapevi scegliere, ci sapevi guidare, trovavi sempre quel “pezzo mancante”, come pochi!

Professionalmente esemplare, un padre magnifico, un marito premuroso, Presidente come nessuno!

Perché non ce ne sono, perché non eri solo un Presidente ma una guida per i più deboli, un punto di riferimento soprattutto per ragazzi in difficoltà. Una vita spesa per il prossimo, per i tuoi ragazzi, per i tuoi bambini, quelli che amavi così tanto vederli giocare e divertirsi.

L”ordine” che da sempre avevamo tutti noi dello staff: “Quando vedete un bambino aggrappato alla recinzione fuori dal campo, portatelo dentro ad allenarsi”. Eri lo sport!

E poi tutti i giorni a chiedermi: “I ragazzi hanno fatto allenamento? Chi mancava?” Volevi sentire anche i nomi dei ragazzi e dei bambini che non conoscevi, anche semplicemente per sincerarti che sia andata bene anche quel giorno. La forza pubblica, le variazioni, “a lett o comunicat?”, “o’ tabulaaat”…

Le telefonate subito dopo la partita: “che emm fatt?”

Gli aggiornamenti in diretta whatsapp e in caso di svantaggio mi chiedevi la formazione, quasi a volerla risolvere tu! Che espertone! Al tuo fianco c’era solo da imparare.

Poi tornavo a casa, aprivo la porta e ti trovavo davanti, nel salotto alle prese con il lavoro.

Ti prendevo sempre in giro sui mercati… “Spagna, Belgio, Olanda, Francia, ma ho sempre amato quello che facevi, dal calcio al lavoro.

Computer e telefono, le email e gli autotrasportatori, i colleghi. Erano tante le situazioni che ci univano.

Poi quella maledetta notte.

Tante le telefonate e poi hai deciso di andare, lasciandoci improvvisamente, spinto dal senso del dovere. Era più forte di te. Dovevi risolverla ancora una volta, come sempre e con il cuore!

Se sapessi che per giorni i giornali e le televisioni hanno parlato di te, probabilmente ti arrabbieresti.

Non eri un tipo da giornali, avevi “paura” perfino di una fotocamera. Se pensassi a quanta gente sia venuta a salutarti per l’ultima volta ti verrebbe da ridere. Dicevi sempre: “Quello che realmente ho dato lo vedrò al mio funerale”. Papà, non puoi immaginare quanta gente c’era!

Adesso sarà difficile ma la vita continua perché nessuno muore mai completamente. Continuerai a vivere nel ricordo e nel cuore di chi ti ama ed io ti cercherò in quello che amavi di più, te lo prometto!

Ciao Presidente, ciao papà… è stato splendido! ❤

Giuseppe Sirica