Sociale

BELLIZZI: pacco del “Banco Alimentare” sempre più povero

Aumentano i beneficiari e diminuisce la quantità di alimenti

Uniti nella più nobile delle imprese: “Dar da mangiare agli affamati”.

Da tempo il Comune, ma anche altre associazioni o Enti, provvedono mensilmente ad erogare un “pacco alimentare” in favore di famiglie bisognose, contenente alimenti di prima necessità. I beneficiari sono i nuclei familiari con reddito insufficiente che risiedono nel Comune.  Fin qui tutto ok anche se non mancano le polemiche e dicerie, come quella che il “pacco” viene dato anche a chi non ne ha bisogno.

Ma cosa contiene questo pacco? Per i napoletani il “pacco” non è solo un contenitore ma l’equivalente di una fregatura perchè la maggior parte delle volte, l’acquirente riceve solamente la confezione dell’oggetto desiderato. Fatta questa premessa, andiamo al dunque. Ultimamente ci sono arrivate molte segnalazioni sulla reale composizione del “pacco” alimentare distribuito. Da qui l’ironia sul “pacco” napoletano.

Sarà che i poveri sono aumentati e quindi la stessa quantità disponibile dal “Banco Alimentare” deve essere razionalizzata in maniera diversa, ma il contenuto diventa ogni mese più poverello, in gran parte pasta e scatolame, riso e latte a lunga conservazione. Raramente qualche pezzo di formaggio. Ultimamente anche dei dolcetti (baci di cioccolata) e biscottini. Cosa ci fa una famiglia di 4-5 persone con questo pacco? Mangiano pasta e riso per due/tre giorni. Altro non contiene. E per beneficiare del “pacco” bisogna partecipare al bando comunale e presentare il “modello Isee”. In sostanza rendere pubblica la povertà. Ma quanto spende il Comune per aderire al “Banco Alimentare”? Sembra 18mila euro annui di compartecipazione… Forse l’intera iniziativa va rivista. Intanto un grazie doveroso va ai volontari della Protezione Civile che si preoccupano della distribuzione dei pacchi e di tutto quanto gira intorno all’iniziativa.