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Quanto guadagnano i parlamentari

Non c’è solo l’indennità parlamentare nelle retribuzioni dei parlamentari. Per svolgere il loro incarico ricevono vari rimborsi spesa e una diaria. Ora che si è insediato il nuovo Parlamento in molti sono tornati a chiedersi quanto guadagnano. La cifra esatta non è facile da stabilire, eppure dando un occhiata ai siti di Camera e Senato è possibile fare un calcolo approssimativo sui loro stipendi.

SENATO – La componente principale è l’indennità prevista dalla Costituzione che viene calcolata prendendo come riferimento lo stipendio dei magistrati presidenti di Sezione della Corte di Cassazione pari a 10.385,31 euro. Il sito del Senato, al netto delle ritenute fiscali e dei contributi obbligatori per il trattamento previdenziale, per l’assegno di fine mandato e per l’assistenza sanitaria, calcola che l’indennità mensile risulta pari a 5.304,89 euro. Da tali importi vanno poi sottratte le addizionali all’Irpef: l’indennità netta mensile corrisposta ai senatori può dunque essere leggermente inferiore o superiore ai 5.000 euro, a seconda della regione e del comune di residenza.

RIMBORSI SPESA – All’indennità va aggiunta la diaria che spetta a tutti i parlamentari a titolo di rimborso delle spese di soggiorno e ammonta a 3.500 euro. cifra ridotta in caso di assenza dai lavori parlamentari. Oltre alla diaria i senatori ricevono anche un rimborso forfetario mensile di 1.650 euro, quale rimborso per le spese di viaggio e telefoniche. Al Senato, c’è poi il rimborso delle spese per l’esercizio del mandato. L’importo complessivo è diviso in una quota mensile di 2.090 euro e in un ulteriore quota di 2.090 euro mensili erogata a forfait. Poi ci sono le facilitazioni di trasporto: durante l’esercizio del mandato, i senatori usufruiscono di tessere personali per i trasferimenti sul territorio nazionale, mediante viaggi aerei, ferroviari e marittimi e la circolazione sulla rete autostradale.

CAMERA – Anche alla Camera l’indennità risulta pari a circa 5.000 euro. Ai deputati viene riconosciuta una diaria pari a 3.503,11 euro. Tale somma, si legge sul sito della Camera, viene decurtata di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato dalle sedute dell’Assemblea in cui si svolgono votazioni con il procedimento elettronico. Un ulteriore decurtazione fino a 500 euro mensili viene inoltre applicata in relazione alla percentuale di assenze dalle sedute delle Giunte, delle Commissioni. Alla Camera c’è anche il “rimborso delle spese per l’esercizio del mandato”, che comprende quella per il collaboratore, le consulenze e le ricerche ed è pari a 3.690 euro. Le spese per l’esercizio del mandato devono essere per metà giustificate e per metà vengono corrisposte a forfait. Come i senatori, anche i deputati usufruiscono di tessere per la circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Per i trasferimenti dal luogo di residenza all’aeroporto più vicino e tra l’aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l’aeroporto più vicino al luogo di residenza, e a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km. SPESE TELEFONICHE – Per le spese telefoniche alla Camera è previsto un importo di 1.200 euro annui. Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota della propria indennità lorda, pari a 784,14 euro. ASSEGNO DI FINE MANDATO – Oltre al trattamento previdenziale dei parlamentari, basato sul sistema di calcolo contributivo, al termine del mandato parlamentare, senatori e deputati ricevono l’assegno di fine mandato, che è pari all’80 per cento dell’importo mensile lordo dell’indennità, moltiplicato per il numero degli anni di mandato effettivo.