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Dopo il pacco bomba gli inquirenti sulla pista professionale o per motivi personali o passionali.

Mentre restano stazionarie le condizioni di Giampiero Delli Bovi, sul fronte delle indagini sta prendendo corpo l’ipotesi di una questione privata.

ULTIMO BOLLETTINO MEDICO DELLE 13. Restano stazionarie anche se gravi le condizioni di Giampiero Delli Bovi. “Oltre al grave sfacelo traumatico ad entrambi gli arti superiori, si ravvisano lesioni da barotrauma agli organi di senso (udito), ustioni all’arto inferiore destro e lesioni cutanee multiple da scoppio”, ha spiegato il dottore Armellino, primario del reparto di Chirurgia d’Urgenza dell’ospedale “Ruggi” di Salerno. “Al momento si conferma la prognosi riservata”.

Da due giorni è in corso un serrato lavoro investigativo da parte dei carabinieri della compagnia di Battipaglia. Diverse sono le persone finora sentite nelle indagini dirette dal pm Katia Cardillo. Uno dei primi obiettivi è risalire all’identità del falso fattorino che ha  collocato il pacco davanti all’abitazione di Delli Bovi. Le telecamere puntate su via Fratelli Rosselli potrebbero fornire elementi utili agli investigatori. La persona arrivata fino al civico 155, al centro della frazione, potrebbe essere stata immortalata da un qualsiasi sistema di sicurezza. Anche privato.

Intanto si scava nella memoria degli apparecchi in uso all’avvocato Delli Bovi (personale computer e telefonini) per trovare tracce utili alle indagini. Gli investigatori stanno passando al setaccio ogni file, ogni conversazione sulla messaggistica istantanea, ogni attività informativa della vittima. La verità dell’agguato si nasconde dietro una di queste tracce. 

Una vendetta per motivi professionali o una grave ritorsione per motivi personali o passionali. S’indaga a largo raggio e senza sosta sull’attentato. L’ipotesi della pista politica, a poco più di una settimana dalle elezioni amministrative, sembra piuttosto una “casualità indotta” come spiegano gli investigatori. Il collaboratore di studio dell’avvocato Martino D’Onofrio, neo eletto sindaco, è stato parte attiva nella campagna elettorale, che ha segnato il ribaltone alla guida della città, ma va affievolendosi l’ipotesi che sia stato bersaglio indiretto di una rappresaglia violenta per finalità legate all’attività amministrativa.

La premeditazione. Chi ha lasciato il pacco esplosivo davanti al cancello aveva meditato l’agguato. L’obiettivo doveva essere colpito in modo mortale. Anche la scelta del giorno, a poca distanza dalla tornata elettorale, potrebbe non essere casuale. Nella pianificazione dell’agguato la data potrebbe essere stata individuata anche per confondere gli investigatori inducendoli a far credere a ipotetici collegamenti con la vita politica della vittima.

Il pacco-bomba. Rudimentale, sicuramente. Ma mortale. Assemblato all’interno di una scatola di un noto spedizioniere per rendere più credibile il fatto che si trattasse di un plico consegnato da un corriere. Di certo era piuttosto pesante dato il quantitativo di esplosivo usato, che ha avuto una forza deflagrante molto devastante. Su tutti questi aspetti farà luce la relazione degli artificieri che sono intervenuti sul posto. L’esplosione ha fatto saltare subito la mano sinistra e compromessa l’altra in modo grave. Il congegno si è attivato appena Delli Bovi ha aperto la scatola. Il giovane era tornato verso l’ingresso di casa ed era nell’androne quando c’è stata la deflagrazione. Forse era seduto al momento dello scoppio. L’esplosione ha avuto un fragore sentito ad alcune centinaia di metri di distanza.