Politica

Salvini, per gli italiani è lui il vero premier. “Di Maio? Poco influente”

Il sondaggio: secondo il 60% il ministro dell’Interno comunica meglio.

Una poltrona per due. Nella storia politica italiana la squadra a due punte non ha mai avuto successo. È sempre accaduto che poi un leader avesse la meglio sull’altro o che entrambi avessero la peggio. In tal caso il ricordo va al duello De Mita-Craxi, sappiamo come finì, capitolarono tutti e due. Lo scenario attuale del governo si sta sviluppando in un modo inedito per l’Italia: un presidente del Consiglio nell’ombra, con una bassa forza di comunicazione a vantaggio dei suoi due vice, Di Maio e Salvini, i quali da molti osservatori italiani ed esteri vengono descritti «premier di fatto». In questo contesto si sta consumando il duello tra il leader leghista e quello pentastellato per legittimarsi come il maggiore azionista del governo. Questa è l’interpretazione dei commentatori politici, ma se si chiede agli italiani una valutazione dello scontro in atto la percezione è completamente diversa. Non si tratta di un duello in corso ma di una partita già terminata: Salvini batte Di Maio 5-0. Analizziamo i punti che hanno generato questo esito.

IL 65% degli elettori ritiene che questo governo sia più condizionato dalle posizioni del leader leghista che non da quelle del capo politico del M5S. Il dato sorprendente è che anche la maggioranza dei votanti M5S giudica l’esecutivo fortemente spostato verso Salvini. Questo giudizio influenza anche la percezione su chi è il vero presidente del Consiglio: per il 58% è Salvini mentre Di Maio è indicato come terza opzione dal 15%, dietro Conte col 22%. A quasi un mese dalla nascita dell’esecutivo è sempre Salvini a essere definito dal 68% degli italiani come colui che più di ogni altro ha inciso nel dettare l’agenda politica, questa capacità è riconosciuta solo dal 12% in Di Maio. Salvini è stato quello che ha saputo comunicare meglio ai cittadini. La pensa così il 59% della popolazione mentre questa prerogativa appartiene al pentastellato solo per il 28%. È un dato da tenere in conto nell’ambito delle future strategie politiche. In passato al M5S e al suo capo politico è stata sempre riconosciuta una capacità di saper comunicare meglio e di utilizzare il web in maniera opportuna anche grazie al supporto della società di Casaleggio che gestisce la comunicazione in Rete del Movimento. Dopo le elezioni del 4 marzo, invece, le cose sono cambiate e in concomitanza della formazione del governo è cambiata in maniera significativa la percezione della forza della comunicazione. È diventato Salvini, più che Di Maio, il ‘grande comunicatore’.

A livello internazionale il leader leghista è quello che ha inciso di più, viene così descritto dal 61% degli elettori mentre solo il 10% riconosce al ministro del Lavoro questa peculiarità. È chiaro che le posizioni politiche sulla chiusura dei porti per prevenire sbarchi di clandestini e al contempo il conflitto in atto contro le Ong, nonché la ricerca di nuovi rapporti con l’Europa hanno conferito a Salvini un ruolo internazionale che finora Di Maio non si è saputo ritagliare. Cinque contro zero per utilizzare un linguaggio calcistico, ma la politica ha i suoi tempi che sono molto più lunghi dei 90 minuti di una partita di calcio. Il primo mese si chiude, quindi, con una schiacciante vittoria di Salvini, ma questo governo potrebbe durare a lungo e il risultato finale ancora non c’è.