Politica

Pace fiscale, ecco perché aiuta anche chi ha evaso

Si allarga il tetto: 100mila euro a imposta. E c’è la non punibilità per gli evasori

La pace fiscale nella versione condono, almeno fino alla inaspettata uscita serale di Luigi Di Maio, era diventata large ed extra-large via via che si metteva a fuoco il meccanismo previsto dal decreto legge varato dal governo. Così, nella versione della discordia, il tetto di 100mila euro, infatti, vale per ciascuno dei 5 anni sanabili (e così sale a 500mila euro) e addirittura per ciascuna imposta (il che porta il tetto massimo, in astratto, a svariati milioni), comprendendo in quest’ultimo ambito di tutto di più: dall’Irpef all’Ires, dall’Irapalle accise, dalle imposte di consumo a quelle sostitutive e alle addizionali, fini ai contributi previdenziali evasi e all’Iva. E questo per tutti i redditi, compresi quelli detenuti all’estero e scudabili. Senza contare la non punibilità per i reati connessi alle somme che si ripuliscono, compreso il riciclaggio e l’autoriciclaggio.

Di contro, però, è previsto che i furbetti della sanatoria rischino fino a 6 anni di carcere, mentre chi non coglie neanche questa possibile via d’uscita scontata si vedrà estendere i periodi di accertamento di tre anni.

Ma vediamo in dettaglio. Innanzitutto i limiti, che sono ampi perché «l’integrazione degli imponibili è ammessa nel limite di 100mila euro per singola imposta e per periodo d’imposta e comunque non oltre il 30 per cento di quanto già dichiarato». Dunque, sommando anni e imposte evase, si può arrivare a benoltre 1-2-3 milioni di euro sanabili. Quanto ai redditi sanabili, come per le imposte, ci sono tutti, dunque anche quelli portati e detenuti e prodotti all’estero.

E così arriviamo al prezzo da pagare: «Sul maggior imponibile integrato, per ciascun anno di imposta, si applica, senza sanzioni, interessi e altri oneri accessori» un’imposta sostitutiva del 20 per cento o un’imposta calcolata a parte nel caso dell’Iva. Mentre il pagamento effettivo può avvenire o in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2019 o in dieci rate semestrali a partire da settembre 2019. Dunque con un margine di 5 anni.