Politica

Spread, Tria avverte: “Non possiamo mantenerlo così alto a lungo”

Il ministro blinda la manovra ma esprime preoccupazione sull’andamento dei titoli di stato:  “Un problema per le banche”. Scontro con il M5s su Rocco Casalino.

Lo spread oltre quota 320? Non è sostenibile nel tempo. Parola dello stesso ministro Tria che teme non per la crescita del debito, ma per la tenuta delle banche. “E’ un livello che non possiamo mantenere molto a lungo – dice il titolare del Tesoro a Porta a Porta – non tanto per l’impatto sugli interessi sul debito, che è molto lento avendo un debito molto solido con una vita media di sette anni ci vogliono sette anni, ma perché pone un problema per la parte più debole del sistema bancario”. Un appuntamento chiave è quello degli stress test sugli istituti di credito, in programma per il prossimo mese: in quell’occasione “si vedrà il livello di capitale e si definirà come intervenire”.

All’indomani della bocciatura della manovra da parte della Commissione Ue, lo spread tra Btp a dieci anni e Bund tedesco ha chiuso in rialzo a quota 321 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,60%, dopo aver toccato quota 322.

Nonostante l’attenzione sull’andamento dei titoli di stato italiani, il ministro non fa marcia indietro sul Bilancio che l’Europa ha respinto. Credo che la Commissione Europea debba spiegare perché boccia una manovra“, afferma Tria. “Al momento” la finanziaria non si cambia, perché  “pensiamo che sia corretta. È corretta perché il contesto economico è cambiato da giugno ad oggi. Credo che un Governo si deve muovere seriamente nel contesto in cui opera: mi fa pensare che dobbiamo avere questo tipo di manovra espansiva”.

La lettera della Commissione, aggiunge ancora il ministro, “mi ha lasciato in alcuni punti sorpreso e perplesso per alcune valutazioni superficiali. Vengono criticati negativamente punti che nella manovra non ci sono, forse li hanno letti sui giornali”.

SCONTRO CON M5S SU CASALINO – Insomma, anche se i toni sono più cauti, Tria sposa in pieno la linea del governo e dei vicepremier, blindando il pacchetto di misure economiche (“la Ue può mandare letterine fino a Natale“, ha detto oggi Salvini). Acque tranquille? Non sembra, almeno per quanto riguarda i rapporti tra il titolare dell’Economia e i pentastellati, tesissimi nelle ultime ore. Pomo della discordia però non sarebbero i conti, ma (ancora una volta) Rocco Casalino e la sua uscita sul Mef e sui suoi tecnici nel noto audio.

In un’intervista a Famiglia Cristiana Tria viene interpellato sulle parole del portavoce della presidenza del Consiglio. “Non desidero commentare volgarità minacce contro funzionari dello Stato – risponde il ministro – specie se questi ricoprono una funzione di garanzia ed indipendenza universalmente riconosciuta e prevista dall’ordinamento”. Una frase che non piace al Movimento 5 Stelle, di cui Casalino è il capo ufficio stampa. “L’audio rubato è un’altra vergognosa pagina di giornalismo – si legge in una nota -. Quelle parole erano dette in privato e tali dovevano rimanere. Non si trattava affatto di minacce ma il Portavoce riportava quella che è la linea del Movimento 5 Stelle, perché tutto il Movimento è convinto che alcuni tecnici del Mef non svolgono il proprio ruolo con indipendenza e professionalità. Ci sorprende che il ministro Tria invece di fare valutazioni di merito e pulizia nel suo Ministero li difenda a prescindere“.

L’atmosfera si fa incandescente tanto che i giornalisti chiedono lumi a Conte: “Già un mese fa ho espresso piena fiducia al mio portavoce Rocco Casalino – replica secco il premier –  non ho nulla da aggiungere”.