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Aeroporto di Salerno, il Governo gialloverde mette a rischio i fondi per l’allungamento della pista

Il Governo targato Movimento 5 Stelle e Lega mette a rischio i 40 milioni stanziati con il decreto Sblocca Italia, per l’allungamento della pista e il potenziamento della struttura. Il ministero fa il gioco delle 3 carte con la società di gestione dello scalo e non solo chiede che il progetto debba essere presentato dall’Enac, in quanto la società non ha ancora la concessione, ma subordina pure la gestione all’accordo con la Gesac. È questo il sunto della lettera inviata alla società di gestione che procrastina, sine die, tutta la procedura. Tant’è che non è escluso che la società presieduta da Antonio Ferraro possa chiedere l’intervento della Corte dei conti. Se non sarà corretto il tiro, difatti, il naturale approdo di tutta la vicenda sarà proprio in ricorsi e carte da bollo. Perché ci sono delle tempistiche da rispettare e, soprattutto, se le opere previste non saranno cantierate entro il 31 dicembre di quest’anno, i finanziamenti torneranno al mittente. È una corsa contro il tempo, ma questo non sembra interessare al Governo che, in pratica, seppur nel solito politichese, mette i bastoni tra le ruote all’opera e, in questo modo, mette a repentaglio pure il finanziamento. Ancora una volta, quindi, la burocrazia tarpa le ali allo sviluppo, in quanto al di là di qualsiasi altra considerazione, sono proprio i cavilli e le interpretazioni a frenare la ripartenza di un progetto che finora è rimasto fermo al palo. Non è escluso, però, che dietro i ritardi si possa anche celare un motivo politico. A denunciare il paradosso è lo stesso presidente della Regione, Vincenzo De Luca , che parla “bestialità dell’esecutivo”. «Stiamo combattendo – puntualizza il governatore – per avere la concessione perché questo Governo non ci sente e vuole che facciamo prima l’unificazione con Capodichino. L’unificazione si fa se abbiamo la concessione». I ritardi, altresì, mettono in discussione anche il protocollo d’intesa con la Gesac e, pertanto, l’annunciata fusione, per incorporazione, tra le due società. Un “matrimonio”, quest’ultimo, che se non dovesse essere celebrato, farebbe naufragare la nascita di una rete aeroportuale campana. Eppure è tutto pronto per il sì: il piano industriale, messo a punto dalla Gesac, prevede un investimento complessivo di 135 milioni da realizzare entro il 2022, per far sì che lo scalo salernitano possa ospitare 3 milioni e 500mila passeggeri l’anno. Un numero già di per sé ambizioso che, tuttavia, secondo i programmi, è destinato addirittura a crescere, fino a diventare di 5 milioni entro i prossimi 25 anni. Tutto, però, rimane solo sulla carta e il progetto non è ancora partito proprio perché mancano le ultime, indispensabili autorizzazioni, come appunto la concessione totale. Così l’Enac non può procedere alla convocazione della Conferenza dei servizi, per dare il via agli espropri dei terreni, per l’acquisizione di circa 50 ettari, necessari per l’allungamento della pista e per le altre opere previste. La stima per i costi degli espropri è di 10 milioni 360 mila euro così suddivisi: 6 milioni 280 mila euro per il valore venale dei terreni; 138 mila euro come indennità aggiuntiva fittavolo; 475 mila euro indennità strutture; 229 mila euro indennità frutto pendente; 110 mila euro indennità deprezzamento reliquato; 2 milioni 421 mila euro indennità fabbricati; 512 mila euro per imprevisti e 195 mila euro per spese notarili, verbali e frazionamenti. Si dovrà procedere anche ad interventi e opere di sistemazione idraulica dei torrenti Diavolone e Volta Ladri, per la loro messa in sicurezza.