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Carcere di Salerno: Si toglie la vita una 44enne di Pontecagnano. Aveva già tentato in altre occasioni ma non era sorvegliata

Una detenuta 44enne, M.D. M., originaria di Pontecagnano, si è impiccata nella sua cella, utilizzando come cappio un lenzuolo, legato alle inferriate della finestra del bagno. Nessuno si è accorto di nulla, neppure le 3 compagne di detenzione che dividevano la cella e che a quell’ora dormivano ancora, non immaginando minimamente che, a pochi metri da loro, si stesse consumando un dramma. Tutto si è svolto nel massimo silenzio, quasi come se fosse stato pianificato da tempo. Anche perché sembra che la 44enne avrebbe già, in altre occasioni, manifestato la volontà di farla finita. La donna, che stava scontando una pena definitiva per furto e rapina, che si sarebbe conclusa nel 2021, a quanto pare da tempo era sotto osservazione per problemi psichici. Tant’è che, già in passato, avrebbe tentato di togliersi la vita. Dunque un soggetto ad alto rischio che, proprio per questo motivo, avrebbe dovuto essere controllato a vista, per evitare gesti insani, come invece è avvenuto. A fare la macabra scoperta è stato l’agente in servizio che si è reso conto di quanto fosse accaduto intorno alle 6 e 30. Immediatamente è stato dato l’allarme ma tutti i tentativi di rianimarla e di strapparla alla morte, sia del medico di turno nella struttura penitenziaria che dei sanitari del 118, si sono rivelati inutili.

In 2 anni i tentativi di suicidio nelle carceri campane sono stati oltre 100. Il tema della prevenzione dei suicidi non può essere ristretto alla riflessione e alla responsabilità di chi si trova a gestire il carcere ma richiama alla responsabilità il mondo della cultura, dell’informazione, della politica e della magistratura».