Politica

Cancellano la memoria, affidano i diritti umani a chi invoca i forni crematori e assolvono chi inneggia alla distruzione totale del sud

Sembra quasi che lo facciano per sfregio, per dimostrare che comandano loro. Stamattina è stata eletta Presidente della “Commissione Diritti Umani” la senatrice leghista Stefania Pucciarelli, quella che invocava i forni crematori, che appoggia le ruspe, è contraria al riconoscimento dei diritti delle persone Lgbt, scrive cose come “le zecche dei centri sociali”, è contraria a una legge contro la tortura,  chiama “zingari” i rom, invita a prendere bene la mira quando si spara ai ladri. Ha la terza elementare, curriculum lavorativo: casalinga.  Emma Bonino, candidata anche lei dall’opposizione, ha preso 8 voti. Come mettere Totò Riina alla commissione giustizia e come sputarci tutti in faccia. Dicono che abbia un “forte senso di responsabilità” così l’hanno votata pure i cinquestelle, sempre appaiati nelle zozzerie ai colleghi di governo (e quindi è inutile fare i verginelli).

Certo l’aria è cambiata. C’erano una volta le terribili toghe rosse, adesso c’è invece la Corte d’Appello di Milano che assolve “perché il fatto non sussiste” una delicata consigliera comunale di Como, Donatella Galli, che qualche anno fa aveva inneggiato a due simpatici e potenti vulcani italiani. “Forza Etna” e “Forza Vesuvio” allegando anche una cartina dell’Italia senza il sud. Ah, la signora in primo grado era stata condannata a una pena puramente simbolica: 20 giorni (pena sospesa) e un euro (dico 1) di multa, ma evidentemente ai giudici di appello è sembrato addirittura troppo e hanno annullato la sentenza. Così, tifosi beceri in tutta Italia potranno continuare a urlarlo a squarciagola senza timore di conseguenze.

Il cambiamento si avverte pesante anche nella storia. Come per esempio a Vicenza dove la giunta (destra spinta) ha cambiato la dicitura “eccidio nazifascista” con “eccidio delle truppe di occupazione” in memoria della strage del 9 novembre 1944 dove i nazisti, appunto, uccisero dieci ragazzi per rappresaglia contro l’attentato a un ponte (un solo ferito). Per una “memoria condivisa” ha spiegato il sindaco, come se gli dava proprio fastidio sentir parlare di nazisti assassini (mai puniti).

Rileggiamo Primo Levi:  “La memoria è la storia di un popolo, ed un popolo senza memoria è un popolo senza identità, destinato a scomparire senza lasciare alcuna traccia di sé”. Ecco, i signori che governano stanno cancellando anche la memoria ed è il delitto più grave.