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BELLIZZI, la squadra femminile del Volley Bellizzi: una realtà sportiva di primissimo piano

La nostra intervista al patron Pellegrino di Gaetana Salerno.

Nata nel 2015 da un idea del presidente Nicola Pellegrino e di Fabio Scannapieco, direttore sportivo del Basket Bellizzi, e con l’aiuto di Federica Siano, direttrice sportiva del Volley Bellizzi, la squadra femminile della pallavolo di Bellizzi milita oggi in serie D. Come è nata l’idea di fondare questa squadra?

Volevamo dare una possibilità sportiva anche alle ragazze, dal momento che la pallacanestro, seppur non esclusiva, è per la maggiore uno sport maschile, mentre il volley femminile è uno sport piuttosto praticato. In un momento in cui la vecchia società di pallavolo non esercitava più a Bellizzi, decidemmo di dar vita a questa nuova compagine.

E come sta andando?

Direi che sta andando piuttosto bene. Siamo partiti dalla seconda divisione e quest’anno giochiamo nella serie <<D>> regionale.

Cosa significa quotidianamente essere presidente di una squadra di volley femminile?

Nel mio caso non molto perché lo staff tecnico e dirigenziale dà una grande mano. Ma sono presente per dare uno sprone e permettere alla squadra di allenarsi nelle condizioni migliori e dare il massimo nelle competizioni. Il mio ruolo è essenzialmente organizzativo e rappresentativo, sul campo faccio ben poco.

Anche perché non sa giocare a pallavolo.

No, infatti, diciamo che non sono un grande sportivo in generale.

Qual è il riscontro di pubblico? Come risponde la città?

La città risponde lentamente ma costantemente. Si parte piano, poi col tempo si riesce a raggiungere risultati importanti. Si accende la curiosità e la voglia di partecipare è sempre maggiore. Quando le compagini sono interessanti e vengono portate avanti in maniera sana, c’è voglia di seguire e capire.

Tutta l’Italia di recente ha manifestato interesse per il volley femminile; vuole invitare i suoi concittadini a sostenere la squadra?

Io li invito a sostenere lo sport in generale, qualsiasi esso sia: pallavolo, pallacanestro, calcio. Ma li invito a farlo con vera passione, con vero contributo, non solo per giudicare o criticare le prestazioni atletiche, ma per condivisione culturale e di prospettive. L’Italia, soprattutto la nostra zona, che è quella che conosco e di cui posso parlare, soffre di un gap infrastrutturale notevole. Ci sono poche società e la crescita degli atleti non sempre è stimolata come si dovrebbe e la qualità degli atleti scende anno dopo anno. Ciò è conseguenza del fatto che non ci sono molte scuole, strutture e modo di farli crescere, non c’è sufficiente cultura dello sport. Mi farebbe piacere avere il palazzetto gremito di persone durante le competizioni, ma prima di tutto preferisco invitare le persone ad essere presenti nello sport e nella sua giusta mentalità, per far crescere la prospettiva sportiva del nostro paese.