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SANITA’ CAMPANIA: De Luca sfida il governo sul commissariamento

Quando sale sul palco della sala del Caldarelli, De Luca non si tiene. E torna a rivendicare «il lavoro immane messo in campo, non in 30 anni, ma in 20 mesi». E passa ad elencare i passi in avanti. «Nel 2009 la sanità campana aveva accumulato quasi 8 miliardi di debiti. Di sicuro era una punizione meritata, ma ora – scandisce – sul bilancio nessuno può dire nulla». E prosegue su questa falsariga. «Prima si pagava a 3 anni, oggi su base regionale paghiamo a 60 giorni – afferma – Abbiamo messo mano ai Lea, con 13.500 unità di personale in meno: nel 2015 eravamo a 106 punti, oggi siamo a 152 punti. L’obiettivo è 160 punti».

Commissariamento della sanità, è duello aperto tra la Regione e il governo. E il governatore Vincenzo De Luca rilancia: «Non ci sono più motivazioni oggettive per commissariare la Campania». L’ultimo capitolo dello scontro a distanza va in scena al Cardarelli, dove De Luca e il governatore lombardo Attilio Fontana presiedono l’ultimo dei due giorni di incontri bilaterali tra l’ospedale napoletano e il Niguarda di Milano. In precedenza, al suo arrivo, il governatore campano ostenta indifferenza a chi gli chiede della norma anti De Luca nella manovra. Una mossa dei 5 stelle per ripristinare l’incompatibilità tra commissaria della sanità e presidente di Regione, che lo mette fuori gioco. «Ho fatto il voto del silenzio per i prossimi 15 giorni, poi ne riparleremo. Chi vuole farsi pubblicità con me – scherza – mi deve pagare, come Mourinho ».