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BELLIZZI: pacco del “Banco Alimentare” sempre più povero e mortificante

Per i napoletani il “pacco” è una truffa fatta da un venditore che si improvvisa tale, che grazie ad alcuni trucchi riesce ad ottenere dei soldi senza vendere l’oggetto desiderato dall’acquirente. Viene definito “pacco“ perchè la maggior parte delle volte, l’acquirente riceve solamente la confezione (in napoletano pacco) dell’oggetto desiderato. In alcuni casi (per giustificarne il peso) vengono aggiunti all’interno della confezione degli oggetti quali pezzi di legno, mattoni o pietre!

Pochi giorni fa la Protezione Civile, come ogni mese, ha distribuito il “pacco alimentare” per le famiglie bisognose, in nome e per conto del Comune. Ne abbiamo parlato altre volte pubblicando una nostra “indagine” in merito. E anche questa volta, nonostante le festività natalizie alle porte, il “pacco” è arrivato, con tutta la sua povertà di contenuto. Neanche per il santo Natale qualcosa di meglio.

Un pacco sempre più povero, al punto che torniamo a chiedere se è giusto “mortificare” chi ha bisogno con qualche alimento di dubbia provenienza e che non basta manco per un paio di giorni?

Qui di seguito vi elenchiamo quel che c’era in un pacco ritirato da un nostro lettore che ha ci ha consentito di verificare: 3 kg di pasta diversa, 1 kg di riso, 1 kg di farina, 2 scatole di piselli, 1 scatoletta di carne, 1 barattolino di marmellata, 3 “tomato” (pomodori pelati), 1 lt di olio di semi senza etichetta, 1 lt di latte a lunga conservazione . Il tutto senza etichetta di fabbrica o tracciabilità. Parliamo di prodotti di scarsa, forse scarsissima qualità. Anche dei finocchi facevano parte del benefico pacco alimentare. Tutto ampiamente documentato.  Dall’elenco appena fatto quanto pensate possa valere tutto questo?

Vale veramente la pena fare domanda al Comune, presentando l’Isee, per beneficiare di tutto questo ben di Dio (si fa x dire)? Far sapere a mezzo mondo del proprio stato di bisogno per 6/7 euro, si e no, di prodotti alimentari di scarsa qualità? Si possono mortificare così delle persone? Non sarebbe meglio un buono spesa in modo che un beneficiario si possa comprare quel che ha bisogno? Tanto più che il Comune compartecipa con 18mila euro annui con il Banco Alimentare. Forse è il momento di una riflessione. Si può fare. Basta volerlo…