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BELLIZZI: arrivano i nostri. Al via l’assalto al Comune. Dal il dire al fare c’è di mezzo il … fare!

Lucio Quinzio Cincinnato era un aristocratico romano che si ritirò a vita privata ma per due volte fu chiamato a reggere le sorti di Roma quando la città non andava bene. Bellizzi, per non essere da meno, ha anch’essa i sui novelli “Cincinnato”, ovvero un pool di imprenditori e professionisti pronti a scendere in campo per disarcionare il sindaco in carica e far diventare Bellizzi come New York che, a loro dire, è sull’orlo del baratro e dell’abbandono.

Era inevitabile che succedesse. E’ un classico di tutte le campagne elettorali che vedi spuntar fuori, come funghi, i novelli Cincinnato. Non è questa la cosa grave, e nemmeno la loro discesa in campo che ben venga, ma sono le cose che dicono in merito al loro programma e come realizzarlo. Con tutto il rispetto, ma sono cose molto diverse quella di amministrare un attività e quella di un Ente pubblico.

I sindaci sono in trincea, abbandonati dagli enti sovracomunali, dove vige il “Si salvi chi può”. Ma per salvarsi occorre conoscenza della materia e impegno, dettata dalla partecipazioni ai processi della città non stando alla finestra a guardare e giudicare o facendo i giudici da tastiera sui social.

Anche i “grillini”, che in questi anni non sono stati presenti, ora spuntano fuori con una probabile lista dove il simbolo richiama le 5stelle, pensano di “fare fessi” qualche elettore distratto o di capitalizzare parte dei voti delle ultime elezioni. Benvenuti anche a loro. Va da se , poi, che una cosa sono i proclami altra cosa è mettere insieme una lista dignitosa che affronti la corazzata volpiana e il lanciamissili degli “Insieme per Bellizzi”, che forse cambieranno nome.

Di primo impatto, in queste due nuove squadre scese in campo, di nuovo vi sono solo i simboli mentre i soggetti proponenti e partecipanti sono (più o meno) sempre gli stessi da anni. Si ha la sensazione di assistere al tormentone storico dei famosi “carri armati di Mussolini”, che il duce faceva spostare da una città all’altra per far credere all’alleato tedesco di essere una potenza militare come loro. Sappiamo come andò a finire. Abbiamo raccolto opinioni su questi incontri pubblici di apertura di campagna elettorale e la stragrande maggioranza degli interpellati ci hanno detto quel che vedono solo gente piena di rancori personali, in cerca di rivincita.

Un sindaco va giudicato per il suo operato non per il carattere o il colore dei capelli o lo il numero delle scarpe. Una volta, prima che i partiti sparissero, vi erano le scuole di formazione politica dove un eletto sapeva di cosa parlava. Ora si improvvisa, specie nella stesura dei programmi lasciandosi prendere dall’euforia, senza misurare la grandezza dei propri passi, senza il metro in tasca.

Solo i grandi attori e cantanti possono improvvisare quando vi è un vuoto di scena. La politica è un’altra cosa. Qualche esempio, dopo aver letto le carte “ufficiali”, non le cazzate su facebook: i sedicenti 5stelle e all’altra probabile formazione parlano di “fondi europei” con la stessa semplicità di quando si gioca a tresette. Ma detti fondi vengono elargiti a chi presenta “progetti esecutivi cantierabili”. Capito cosa significa esecutivo e cantierabile? Lo scorso anno la regione Campania mise in campo un miliardo di Euro per i progetti dei fondi europei ma solo Salerno e qualcun altro ne poterono beneficiare, su 158 Comuni. Fatevi spiegare il perché. Hanno parlato del “tempio crematorio” che dovrebbe nascere nel nuovo cimitero. Un forno crematorio non è un barbecue, dove il fumo invade il condominio. Gli impianti saranno di nuovissima generazione e sotto il controllo diretto dell’Asl e dell’Arpac. Inoltre, come previsto nella convenzione, il Comune incassa il 3% del fatturato, oltre Iva, per ogni cremazione. Un entrata anche per le case comunali, quindi. Questo è quanto dicono le carte e quanto abbiamo raccolto nelle testimonianze della gente. Un augurio a tutti i partecipanti a questa competizione è d’obbligo. Che vinca il migliore.