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Roma, arrestato per corruzione Marcello De Vito, presidente del Consiglio Comunale. (M5S).

Arrestato il presidente dell’assemblea capitolina di Roma Marcello De Vito. In manette, nell’ambito della stessa indagine ‘Congiunzione astrale’, coordinata dalla Procura della Repubblica capitolina, sono finite altre tre persone: sono accusati, in concorso tra loro, di corruzione e di traffico di influenze illecite, nell’ambito delle procedure connesse con la realizzazione del nuovo Stadio della Roma, la costruzione di un albergo presso la ex stazione ferroviaria di Roma Trastevere e la riqualificazione dell’area degli ex Mercati generali di Roma Ostiense.

L’indagine, nata dall’inchiesta sullo stadio della Roma che ha coinvolto l’ex presidente di Acea Luca Lanzalone, ha fatto luce su una serie di operazioni corruttive realizzate da imprenditori attraverso l’intermediazione di un avvocato e di un uomo d’affari, che fungevano da raccordo con il presidente dell’Assemblea comunale capitolina per ottenere provvedimenti favorevoli alla realizzazione di importanti progetti immobiliari.
Sia la casa dell’esponente grillino, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, che il Campidoglio e gli uffici dell’assemblea capitolina in via della Greca sono stati perquisiti: al setaccio gli uffici della presidenza dell’Assemblea Capitolina a caccia di documenti. A quanto si apprende anche negli uffici dell’Acea e in quelli della Silvano Toti Holding Spa sono in atto perquisizioni. Con De Vito è finito dietro le sbarre anche l’avvocato Camillo Mezzacapo, destinatario di incarichi professionali su segnalazione del presidente del Consiglio comunale di Roma. Ai domiciliari ci sono invece l’architetto Fortunato Pititto, legato al gruppo imprenditoriale della famiglia Statuto, e Gianluca Bardelli.

Secondo il gip De Vito era a disposizione di Parnasi.”Luca Parnasi, al fine di acquisire il favore di Marcello De Vito che guidava in qualità di presidente del Consiglio Comunale di Roma Capitale i lavori dell’Assemblea Capitolina riguardanti il progetto per la realizzazione del Nuovo Stadio della Roma, si è determinato, in adesione ad una specifica richiesta di De Vito, a promettere e poi ad affidare diverse remunerative consulenze all’avvocato Mezzacapo il quale ha operato quale espressione dello stesso De Vito”. E’ quanto si legge nell’ordinanza firmata dal gip Maria Paola Tomaselli. Secondo il gip, De Vito “ha messo a disposizione la sua pubblica funzione di presidente del Consiglio comunale di Roma Capitale per assecondare, violando i principi di imparzialità e correttezza cui deve uniformarsi l’azione amministrativa, interessi di natura privatistica facenti capo al gruppo Parnasi nei due settori di seguito indicati: il progetto relativo alla realizzazione del Nuovo Stadio della Roma (effettivamente De Vito ha presieduto la seduta del 14 giugno 2017 nel corso della quale è stata approvata la delibera che ha confermato la dichiarazione di pubblico interesse e di adeguamento del PRG per il nuovo stadio della Roma esprimendo tra l’altro voto favorevole alla stessa delibera) e l’intervento urbanistico da eseguirsi presso i terreni ove è allocata la ex Fiera di Roma e in tal senso la funzione di De Vito assume rilevanza in relazione alla necessità dichiarata dallo stesso Parnasi alla presenza di De Vito e di Mezzacapo di superare la cosiddetta ‘delibera Berdini’ (ex assessore all’Urbanistica del Campidoglio, ndr) che aveva determinato una limitazione delle cubature realizzabili con conseguente compromissione del progetto globale da realizzare – sottolinea il gip – Nel medesimo contesto, De Vito assicura che provvederà a parlare dell’operazione con il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale Paolo Ferrara così da avere dalla loro parte la maggioranza consiliare e con l’assessore Daniele Frongia”.