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SALERNO: De Luca è stato assolto per la vicenda Crescent. Per i magistrati non fece pressione a nessuno

Per i giudici della seconda sezione penale del tribunale di Salerno “l’istruttoria non ha consentito di acquisire elementi certi ed univoci dimostrativi del ruolo istigatorio” dell’ex sindaco ed attuale governatore della Campania.

Sono state pubblicate, in merito all’inchiesta sull’opera urbanistica del Crescent, le motivazioni della sentenza di assoluzione nei confronti del presidente della Regione Campania ed ex sindaco diSalerno, Vincenzo De Luca, emessa lo scorso settembre.

Nella sentenza Crescent furono scagionati anche gli ex assessori della Giunta comunale, dirigenti comunali, tecnici e l’imprenditore Eugenio Rainone, titolare dell’impresa edile Crescent srl che ha costruito l’edificio progettato da Ricardo Bofill, accusati a vario titolo di abuso d’ufficiofalso e lottizzazione abusiva.

Secondo i giudici della seconda sezione penale del tribunale di Salerno – come riporta Salerno Today – “l’istruttoria non ha consentito di acquisire elementi certi ed univoci dimostrativi del ruolo istigatorio di Vincenzo De Luca”.

Inoltre “pur essendo emerso in modo chiaro il forte interesse dell’esponente politico del Comune all’approvazione del progetto di intervento edilizio (il Crescent, ndr), al quale si assegnava un valore pregnante sotto il profilo politico tra gli obiettivi della sua stagione amministrativa, non si rinviene alcuna traccia dell’intervento di De Luca nell’istigare gli esponenti di vertice del Comune, ed ancora meno nell’incidere sull’operato di quelli della Soprintendenza per spingerli ad adottare atti in violazione delle leggi”.

I giudici poi sottolineando che le autorizzazioni paesaggistiche sono state insufficientemente Motivate e che vi sia stato “un elusivo vaglio di compatibilità paesaggistiche sulle stesse”.

Nel corso dell’istruttoria non è stato inoltre riscontrato alcun “apporto documentale o testimoniale di una qualche incitazione di De Luca agli esponenti amministrativi autori degli atti”.